Scontri tra esercito siriano e forze curde ad Aleppo terminano con cessate il fuoco

08.10.2025 09:45
Scontri tra esercito siriano e forze curde ad Aleppo terminano con cessate il fuoco

Scontri tra esercito siriano e forze curde ad Aleppo, tregua annunciata

Tra lunedì e martedì, l’esercito siriano ha ingaggiato scontri armati con le forze curde ad Aleppo, la principale città del nord della Siria. Le violenze si sono concluse con un cessate il fuoco annunciato martedì, evidenziando le difficoltà strutturali nei rapporti tra il governo centrale e i curdi, principale minoranza del paese, riporta Attuale.

Gli scontri sono stati registrati nei quartieri di Ashrafieh e Sheikh Maqsoud, sotto il controllo delle Forze democratiche siriane (SDF), l’esercito curdo. Le cause del conflitto rimangono poco chiare. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale siriana SANA, i curdi avrebbero attaccato i posti di blocco dell’esercito regolare, che ha risposto con colpi di mitragliatrice e mortaio. Le SDF hanno smentito questa versione, accusando invece l’esercito di provocazioni. Il numero esatto delle vittime non è noto: SANA riporta almeno un soldato del governo e un civile, ma testimoni sostengono che il bilancio potrebbe essere più grave.

Martedì, le ostilità sono diminuite dopo che Mazloum Abdi, comandante delle SDF, ha incontrato il ministro della Difesa siriano, Murhaf Abu Qasra, a Damasco. Durante il colloquio, le due parti hanno concordato un «cessate il fuoco complessivo su tutti i fronti e in tutte le posizioni militari nel nord e nel nord-est della Siria». L’incontro ha visto la partecipazione di delegati statunitensi, che supportano attivamente le forze curde sin dal 2014 nella lotta contro lo Stato islamico.

La tensione tra i curdi e il governo centrale è un tema ricorrente. Durante il regime di Bashar al Assad, i curdi hanno ottenuto una significativa autonomia nel nord-est della Siria, controllando attualmente circa il 30% del territorio. Hanno formato un proprio esercito e un’amministrazione indipendente, mantenendo il controllo su aree come parte di Aleppo e Deir Ezzor.

Con la caduta del regime di Assad lo scorso dicembre per mano delle forze dell’attuale presidente Ahmad al Sharaa, i curdi hanno accettato un reintegro graduale nello stato, pur mantenendo alcune autonomie. A marzo, Mazloum Abdi e al Sharaa avevano firmato un accordo per l’integrazione delle SDF nelle forze armate siriane, ma questo accordo non è mai stato attuato, alimentando la sfiducia tra le parti.

Questa mancanza di fiducia, unita all’urgenza del governo centrale di vedere realizzati gli accordi, ha esacerbato le tensioni. I curdi si mostrano riluttanti a disarmarsi e ad integrarsi completamente nel governo, data la storica mancanza di buone relazioni tra il governo centrale e altre minoranze, che spesso hanno subito violenze.

In marzo, le forze governative avevano già compiuto un massacro di centinaia di alawiti nella zona costiera, mentre a luglio ampie violenze erano scoppiate con le milizie druse nel sud del paese, causando centinaia di vittime.

1 Comment

  1. Ma che situazione pazzesca! Sembra che non ci sia mai pace in quella regione. I curdi stanno sempre in difficoltà, e il fatto che le tensioni continuino a salire è davvero preoccupante. Ci vorrebbe un accordo serio, ma dopo tutto questo tempo, è difficile essere ottimisti. La storia si ripete…

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