Controversia sul rilascio di preservativi nel carcere di Pavia
Il carcere di Pavia, guidato dalla direttrice Stefania Mussio, ha avviato la distribuzione di 720 preservativi ai detenuti come misura di “preventiva sanitaria”. Tuttavia, questa decisione ha suscitato una reazione negativa da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e dei sindacati, i quali criticano l’iniziativa per l’assenza di autorizzazione e per i potenziali rischi “che attengono direttamente all’ordine e alla sicurezza” del carcere, riporta Attuale.
La recente ordinanza, risalente a febbraio, impone che il dirigente sanitario gestisca e distribuisca i preservativi, registrando ogni consegna. A luglio, alcuni istituti penitenziari hanno introdotto “stanze dell’amore” per permettere ai detenuti di avere incontri con i loro partner, ma questa iniziativa non riguarda attualmente quello di Pavia. “Se l’ordine di servizio fosse autentico, si porrebbero problemi a causa del pesante sovraffollamento della Casa circondariale, con 704 detenuti su 515 posti e solo 237 agenti in servizio”, ha dichiarato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria.
I sindacati criticano la decisione, definendo il provvedimento un’ammissione di rapporti promiscui da gestire attraverso la distribuzione di preservativi. “Non sono queste le priorità nel carcere di Torre del Gallo”, ha affermato Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, evidenziando le aggressioni subite dagli agenti e le difficoltà di gestione interna. Secondo Capece, sarebbe più utile investire in progetti per il benessere del personale, piuttosto che in misure di questo tipo.
Tuttavia, l’associazione Antigone, che si occupa di diritti dei detenuti, sostiene che la distribuzione dei preservativi sia un passo necessario per prevenire relazioni violente e malattie sessualmente trasmissibili. In risposta ai pregiudizi, sottolineano che l’implementazione di politiche sanitarie e sociali ragionevoli è essenziale per la tutela della salute all’interno degli istituti penitenziari.