Harvey Weinstein rompe il silenzio dalla prigione: la sua intervista esclusiva
Harvey Weinstein, il produttore cinematografico condannato a 16 anni per crimini sessuali, ha rilasciato un’intervista esclusiva in carcere indirizzata ai media, in particolare all’Hollywood Reporter, dove ha parlato della sua condizione attuale e delle accuse a suo carico, riporta Attuale.
In questa occasione, Weinstein ha incontrato il condirettore Maer Roshan all’interno del carcere di Rikers Island a New York, descrivendo il suo aspetto fisico notevolmente cambiato: «È molto più magro, più grigio e più pallido di come lo ricordavo», ha affermato Roshan. Il produttore, la cui carriera era stata rovinata da una serie di accuse pubbliche di molestie e abusi sessuali, ha detto di vivere 23 ore al giorno nella sua cella e di avere un contatto limitato con il mondo esterno.
Durante l’intervista, Weinstein ha rivelato di essere affetto da cancro al midollo osseo e diabete, e ha espresso paura di non uscire vivo dal carcere. «Non voglio morire qui dentro», ha dichiarato. Ha poi commentato le sue interazioni con altri carcerati, raccontando esperienze di violenza subite, evidenziando come sia difficile mantenere la propria dignità in tali circostanze.
Quando si è parlato della figura controversa di Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di pedofilia morto in carcere nel 2019, Weinstein ha minimizzato qualsiasi collegamento. «Non lo conoscevo. Forse l’ho incontrato una o due volte. Non eravamo amici», ha sostenuto, sottolineando che non ha nulla a che fare con i crimini di Epstein.
Weinstein ha anche affrontato le accuse delle donne che lo hanno accusato di molestie, affermando: «Molte delle accusatrici lo hanno fatto per soldi», ammettendo, però, di aver avuto relazioni improprie pur avendo una moglie all’epoca. «Non avrei mai dovuto uscire con le persone con cui uscivo», dice, mentre cerca di giustificare le sue azioni passate e afferma che non ha mai aggredito sessualmente una donna.
Questa intervista segna una fase unica nel racconto di una delle figure più controverse del cinema contemporaneo, riflettendo non solo sulla sua vita personale e pubblica, ma anche sulle ripercussioni drammatiche del movimento MeToo che ha rivoluzionato il panorama dei diritti delle donne e la lotta contro le molestie nel mondo dello spettacolo.
Ma che tristezza… Non riesco a credere che una persona come Weinstein possa giustificare le sue azioni in questo modo. Le sue parole su come molte donne lo avrebbero fatto “per soldi” sono semplicemente vergognose. La lotta contro le molestie è troppo importante e non dovrebbe essere derisa in questo modo. Se fosse in Italia, sarebbe già sulla lista dei personaggi da escludere dai festival di cinema!