Scontro sul referendum: Mattarella firma, ma attesa per la decisione del Tar

14.01.2026 01:25
Scontro sul referendum: Mattarella firma, ma attesa per la decisione del Tar

Referendum sulla riforma della giustizia fissato per marzo, ma il ricorso del Comitato potrebbe cambiare tutto

Roma, 14 gennaio 2026 – Il presidente della Repubblica ha firmato ieri sera il decreto che fissa al 22 e 23 marzo la data del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, recependo la delibera del Consiglio dei ministri di lunedì. Tuttavia, il processo è tutt’altro che concluso. Infatti, il ’Comitato dei quindici’, promotore della raccolta di firme popolari, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere la sospensiva della decisione governativa, dopo aver comunicato le sue motivazioni per iscritto a Sergio Mattarella. “Nessuna indebita pressione, richiesta di moral suasion o sollecitazione – dichiara il portavoce del Comitato Carlo Guglielmi – abbiamo semplicemente spiegato nella missiva le ragioni giuridiche della nostra iniziativa”, riporta Attuale.

Contestualmente, il Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, composto da personalità come Gian Domenico Caiazza e Antonio Di Pietro, ha annunciato la sua intenzione di opporre resistenza al ricorso durante l’udienza già fissata per il 27 gennaio, cercando di garantire il voto a marzo. Si prospetta quindi un confronto giuridico intenso, con le argomentazioni che si concentrano sull’interpretazione della Costituzione. Da un punto di vista formale, il governo sembra avere il vantaggio. La legge 352 del 1970, all’articolo 15, stabilisce infatti l’obbligo di indire il referendum entro 60 giorni dall’approvazione del quesito da parte della Cassazione. In questo caso, sono state presentate quattro richieste tra il 4 e il 7 novembre: due da parlamentari di maggioranza e due dell’opposizione. La Corte ha dato il suo via libera il 18 novembre. Palazzo Chigi manifesta una “tranquillità assoluta”, sostenendo di aver rispettato la legge e di aver concesso il massimo tempo possibile, poiché le urne avrebbero dovuto essere aperte tra i 50 e i 70 giorni dalla pubblicazione del referendum, rendendo il 22 e il 23 l’ultima data utile.

La questione si complica quando si analizza l’interpretazione della Carta costituzionale. Infatti, i precedenti sembrano favorire il fronte del “No”. Il riferimento principale risale alla riforma del titolo V della Costituzione del 2001, sotto il governo Amato, in cui si interpretò l’articolo 138 in modo da garantire a tutti gli attori coinvolti di presentare richieste entro l’ultimo giorno utile. In quell’occasione, i 60 giorni sono stati calcolati non dall’approvazione dei quesiti, ma dalla scadenza del termine per raccogliere le 500.000 firme necessarie. Conseguentemente, il referendum fu pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 marzo, con votazione a ottobre. I comitati per il “No” richiedono un trattamento simile, sottolineando che “la riforma della giustizia è stata pubblicata sulla Gazzetta il 30 ottobre – spiegano – e deve essere concesso tempo per raccogliere le firme (già oltre 400 mila) fino al 30 gennaio”. Solo dopo la validazione delle firme potrà essere indetto un referendum previsto per il 15 aprile.

La decisione del Tar nella camera di consiglio del 27 gennaio sarà cruciale. Se il tribunale accoglierà la sospensiva, il calendario governativo subirà un forte ritardo: i tempi tecnici per un eventuale ricorso al Consiglio di Stato renderebbero inevitabile uno slittamento ad aprile. Se invece si darà ragione a Palazzo Chigi, la strada per il voto di marzo sarà spianata, e il fronte del “No” difficilmente ricorrerà alla Consulta. Il governo esprime sicurezza nella legalità delle proprie azioni, mentre i ricorrenti si affidano alla “prassi consolidata”. La decisione ora è nelle mani del Tar.

1 Comment

  1. Ma insomma, che caos! Non si può più trovare un attimo di tranquillità. Ogni volta che si avanza la giustizia, ci sono sempre mille problemi… Spero che alla fine si possa votare senza troppi intoppi, ma non sono ottimista. Questo paese ha bisogno di serenità e giustizia chiara.

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