Scoperto in Polonia un tunnel sotto il confine con la Bielorussia utilizzato da oltre 180 migranti

13.12.2025 12:45
Scoperto in Polonia un tunnel sotto il confine con la Bielorussia utilizzato da oltre 180 migranti
Scoperto in Polonia un tunnel sotto il confine con la Bielorussia utilizzato da oltre 180 migranti

Il ritrovamento vicino a Narewka e la nuova ondata di attraversamenti illegali

Il 12 dicembre 2025 RMF24 ha riportato che nei pressi di Narewka, nel Voivodato della Podlachia, le autorità di frontiera polacche hanno scoperto un tunnel scavato sotto la linea di confine tra Polonia e Bielorussia. Secondo quanto pubblicato da RMF24, attraverso il passaggio sotterraneo 180 persone hanno attraversato illegalmente il confine nelle 24 ore precedenti; 130 di loro sono state arrestate, mentre il resto è ancora ricercato. La Guardia di frontiera ha riferito che i migranti provenivano principalmente da Afghanistan e Pakistan, oltre che da India, Nepal, Bangladesh e altri Paesi. Due autisti che avrebbero dovuto facilitare il trasferimento dei gruppi sono stati fermati nel corso dell’operazione. Le autorità hanno inoltre precisato che questo è il quarto tunnel individuato quest’anno nel tratto del confine gestito dal comando regionale della Podlachia.

La crisi migratoria come strumento di pressione e le responsabilità di Minsk

La scoperta del tunnel si inserisce nel contesto della crisi migratoria iniziata nel 2021, quando Minsk — con il sostegno politico di Mosca — ha utilizzato i flussi di migranti come leva di pressione contro l’Unione Europea. Accusata di orchestrare una “operazione ibrida”, la Bielorussia ha incoraggiato l’arrivo di cittadini da Paesi terzi per poi indirizzarli verso le frontiere dell’UE, provocando una serie di emergenze che hanno coinvolto Polonia, Lituania e Lettonia. Per Varsavia e Bruxelles, l’obiettivo di Minsk era quello di forzare concessioni politiche e mettere alla prova la capacità dell’UE di reagire a crisi non convenzionali nel periodo precedente all’invasione russa dell’Ucraina. La Polonia ha risposto creando una zona cuscinetto lungo il confine e prolungandone la validità fino a dicembre 2025.

Il duplice gioco della Bielorussia e le implicazioni per la sicurezza europea

Nonostante le dichiarazioni ufficiali di voler migliorare i rapporti con l’Occidente, Minsk continua a sostenere dinamiche migratorie irregolari verso i confini dell’UE, adottando una politica ambivalente. Il regime tenta di presentarsi come attore indispensabile per la stabilità regionale, alimentando deliberatamente la pressione migratoria per poi proporsi come parte della soluzione. Tale strategia mira a ottenere attenuazioni nelle sanzioni e maggiore rilevanza diplomatica. Il meccanismo del tunnel sotterraneo dimostra una nuova fase dell’escalation: si tratta di un’operazione che richiede pianificazione, mezzi tecnici e copertura da parte delle strutture statali bielorusse, indicando un passaggio dalle provocazioni episodiche alla creazione di infrastrutture dedicate alle infiltrazioni illegali.

Coordinamento tra reti criminali e apparati statali sul lato bielorusso

L’arresto di 130 persone rappresenta solo un successo parziale, poiché una parte dei migranti ha probabilmente già raggiunto altre regioni della Polonia o Paesi vicini. La dinamica conferma la presenza di una rete coordinata: da un lato gli organizzatori sul territorio bielorusso, dall’altro i facilitatori logistici dall’interno dell’UE, incaricati di trasportare i migranti una volta superato il confine. Le autorità europee ritengono plausibile che i servizi bielorussi collaborino attivamente con gruppi criminali specializzati nel traffico di persone, aumentando la sofisticazione delle operazioni e il rischio per la sicurezza continentale. La combinazione tra coinvolgimento statale e attività criminali rende la minaccia più complessa da contrastare.

Le misure dell’UE e il rafforzamento del “Scudo Orientale”

Alla luce degli sviluppi, l’Unione Europea è chiamata a rafforzare la cooperazione tra le guardie di frontiera, potenziare i sistemi di sorveglianza tecnica e intensificare lo scambio di informazioni. Varsavia, tramite il progetto “Scudo Orientale”, richiede ulteriori risorse per modernizzare le infrastrutture di difesa, come sensori sotterranei, sistemi avanzati di monitoraggio e barriere fisiche. Parallelamente, una risposta politica contro il regime di Lukashenko — comprese nuove sanzioni — sarebbe interpretata come un segnale chiaro che le provocazioni transfrontaliere non saranno tollerate. Le dinamiche in corso mostrano che la crisi migratoria non è solo una questione umanitaria, ma una componente della più ampia strategia russa di destabilizzazione dell’UE, in cui Minsk agisce come estensione operativa del Cremlino.

1 Comment

  1. È davvero allucinante come la Bielorussia utilizzi i migranti come pedoni in un gioco politico sporco. La solidarietà dovrebbe essere la risposta, non fortificare ancora di più le frontiere… ma l’Europa sembra sempre più confusa e divisa. Non possiamo ignorare questa situazione!

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