Incontro cruciale sul futuro dell’ex ILVA di Taranto
Martedì sera, un incontro tra governo, sindacati e rappresentanti dell’ex ILVA di Taranto, ora conosciuta come Acciaierie d’Italia, ha messo in luce le complicazioni riguardanti il piano di vendita dell’acciaieria. Attualmente gestita in amministrazione straordinaria, la struttura è in cerca di un acquirente in un contesto di difficoltà, specialmente per trovare un equilibrio tra la riduzione dell’impatto ambientale e la tutela di migliaia di posti di lavoro, riporta Attuale.
I sindacati hanno rigettato il piano proposto, evidenziando che esso prevede un incremento significativo delle persone in cassa integrazione durante questa fase di “decarbonizzazione”, momento in cui parte della produzione deve fermarsi per adattarsi a sistemi meno inquinanti. Attualmente, su circa 8.000 dipendenti, 4.500 sono già in cassa integrazione. Questo numero è destinato ad aumentare a 5.700 entro gennaio, per poi raggiungere i 6.000.
Michele De Palma, segretario generale della Fiom, ha denunciato: «Il governo ha presentato di fatto un piano di chiusura. Ci sono migliaia di lavoratori che finiscono in cassa integrazione, non c’è un sostegno finanziario al rilancio e alla decarbonizzazione». Il governo ha espresso rammarico per l’atteggiamento dei sindacati, mentre diverse offerte per l’acquisto dell’ex ILVA sono attualmente sul tavolo, con quella del fondo Bedrock considerata la migliore, sebbene possa implicare numerosi licenziamenti.