Separazione delle carriere: il referendum divide i riformisti del Pd

26.07.2025 06:15
Separazione delle carriere: il referendum divide i riformisti del Pd

La Riforma della Giustizia e le Prospettive del Referendum

La riforma della giustizia, da tempo oggetto di un acceso dibattito tra magistratura e centrodestra, è stata approvata in prima lettura al Senato senza suscitare grande interesse. Questo non sorprende, poiché il vero scontro si svolgerà in altra sede. L’accettazione della riforma era prevista, con una certa mancanza di suspense, accompagnata da una sceneggiata propagandistica che ha visto l’affissione della Costituzione capovolta, immagini di Falcone e Borsellino, e persino flash mob. La vera battaglia si concentra sul referendum previsto per la primavera del 2026, come auspicano Meloni, Nordio e altri. La prossima settimana, la legge costituzionale sarà esaminata dalla commissione Giustizia per il terzo passaggio alla Camera, dove si prevede l’approvazione a settembre, con il Senato che dovrebbe concedere l’approvazione finale entro novembre, senza raggiungere i due terzi dei voti.

Secondo i sondaggi, il centrodestra sembrerebbe partire avvantaggiato. La fiducia nella magistratura ha subito un crollo negli ultimi anni, in particolare a causa dei recenti scandali come quello di Luca Palamara. Antonio Tajani, grande sostenitore della riforma, è fiducioso: “Vinceremo il referendum”. D’altro canto, il centrosinistra é cosciente di affrontare una sfida difficile, ma non perde la speranza. Se la partita si basasse solo sugli aspetti tecnici, sarebbe spacciato. Solo una ristretta minoranza degli elettori comprende l’importanza di separare il Csm. Tuttavia, come suggerito da Dario Franceschini (Pd) nell’aula di Palazzo Madama, si può politicizzare la questione, trasformando la consultazione in un riferimento contro il governo. Ricordando che la vittoria di Giorgia nel 2022 è stata anche il risultato delle divisioni nel campo avversario, la situazione attuale appare più aperta. Le aspettative della sinistra sono che gli elettori anti-Giorgia si sentano maggiormente motivati rispetto ai sostenitori del governo. Nonostante ciò, i pronostici non sono favorevoli: secondo un’analisi di YouTrend di metà giugno, il 49% degli intervistati appoggia la riforma, mentre il 26% è contrario. “È evidente che un arbitro non può provenire dalla stessa città delle squadre in campo”, sottolinea il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Tuttavia, il margine non è tale da considerare la sfida già persa. “Basterebbe affermare che la separazione potrebbe minacciare l’indipendenza della magistratura e il giudizio potrebbe non essere così scontato”, avverte Giovanni Diamanti, co-fondatore dell’istituto di ricerca.

Una divisione potrebbe emergere anche tra le fila dell’opposizione. Recentemente, Goffredo Bettini, uno dei fondatori del Pd, ha manifestato il suo sostegno alla separazione delle carriere. Nel partito degli amministratori locali, il malcontento nei confronti della magistratura è palpabile, specialmente in seguito ai casi di Sala e Ricci. Questa situazione potrebbe portare a defezioni, specie nell’ala più conservatrice del partito di Elly Schlein. I riformisti hanno storicamente mostrato una propensione verso la separazione delle carriere: nonostante ci sia in gioco il governo, l’appello alle armi avrà il suo impatto, e anche un critico della categoria come Gherardo Colombo si è espresso contro la riforma. Tuttavia, Enrico Morando, ex leader dei riformisti e attuale presidente di Libertà Eguale, ha fatto sapere di essere favorevole: “Se la riforma arriverà al referendum così com’è, io voterò sì”, un’affermazione che potrebbe portare con sé parte del movimento. In definitiva, sebbene il centrodestra non possa cantare vittoria anticipatamente – ci sono mesi fino al voto e molte incognite – allo stato attuale sembra avere maggiori probabilità di successo. Lo slogan è già pronto: vi piace la giustizia come funziona adesso? Allora votate no. Altrimenti, votate sì.

, riporta Attuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere