Inizio della settimana di alto livello all’Assemblea generale dell’ONU: Tajani incontra Rubio e firma un accordo sulla cooperazione
La prima giornata della settimana di alto livello dell’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite si è conclusa a Manhattan, con delegazioni internazionali già attive in una serie di incontri bilaterali e riunioni, mentre cresce l’attesa per l’apertura del dibattito generale prevista per oggi, martedì 22 settembre, riporta Attuale. Il contesto internazionale è segnato da conflitti e tensioni in diverse regioni del mondo, tra cui Ucraina, Medio Oriente, Iran, Mar Rosso e Sudan, oltre a temi come la sicurezza economica, l’intelligenza artificiale e l’integrità del sistema multilaterale.
Un protagonista della giornata è stato l’ex presidente Donald Trump, arrivato a New York per partecipare agli eventi dell’Assemblea e a colloqui con leader internazionali. Martedì, il presidente americano interverrà al Palazzo di Vetro, fornendo indicazioni sulla politica estera statunitense, con focus sulla guerra in Ucraina, la crisi mediorientale, l’Iran e la relazione con gli alleati. La presenza di Trump si profila come un punto focale della settimana, mentre le attività diplomatiche continuano a New York con discussioni bilaterali e incontri informali.
Tuttavia, una parte cruciale della diplomazia si sviluppa al di fuori di New York: giovedì 24 settembre, Trump riceverà alla Casa Bianca il presidente cinese Xi Jinping, in arrivo negli Stati Uniti mercoledì. Questo incontro è atteso come uno dei più significativi della settimana, con commercio, tecnologia, intelligenza artificiale, Taiwan e la sicurezza delle catene di approvvigionamento tra i principali temi di discussione. In particolare, il controllo delle risorse naturali strategiche e delle terre rare rappresenta un punto dolente nei rapporti tra Washington e Pechino, essendo la Cina un attore chiave nella lavorazione di molti materiali cruciali per l’industria tecnologica.
In questo contesto, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio, al termine del quale hanno firmato un Memorandum d’intesa sulla cooperazione tra Italia e Stati Uniti nel settore dei minerali critici. Questo accordo prevede la creazione di un gruppo di lavoro tecnico bilaterale mirato a rafforzare la sicurezza e la diversificazione delle catene di approvvigionamento, attraverso lo scambio di informazioni e risorse per investimenti nell’estrazione e nel riciclo.
Il Memorandum tocca anche la questione dei prezzi delle materie prime critiche e prevede un coordinamento con partner internazionali per facilitare meccanismi di mercato più stabili. Questo accordo è parte della cooperazione all’interno del G7 e segue l’adesione dell’Italia a PAX Silica, l’iniziativa americana focalizzata sulla sicurezza delle filiere dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori. Per Roma e Washington, questo dossier ha una portata che supera le questioni di politica industriale, riguardando la resilienza economica e la sicurezza tecnologica.
Il colloquio tra Tajani e Rubio acquisisce particolare rilevanza in vista del vertice Trump-Xi, con gli Stati Uniti che intensificano il coordinamento con gli alleati in materia di tecnologie sensibili e catene di approvvigionamento. Nella stessa giornata, Rubio ha incontrato anche rappresentanti di alleati asiatici, con Taiwan e sicurezza economica come temi chiave delle discussioni. L’accordo con l’Italia diventa così un elemento significativo della ben più ampia strategia occidentale sulle materie prime critiche, in un periodo in cui la competizione con Pechino influisce sulle decisioni industriali e commerciali.
Tajani ha avuto una giornata intensa, presiedendo anche una riunione sui Balcani occidentali e partecipando al Consiglio Affari Esteri informale dell’Unione europea, oltre a una riunione dei ministri degli Esteri del G7. I temi discussi comprendono, oltre a Ucraina e Medio Oriente, anche la situazione nell’Indo-Pacifico, il Sudan e la sicurezza economica. La settimana dell’ONU si avvia quindi su due piani che si intrecciano: da un lato, la necessità di solidificare il dialogo multilaterale in risposta a crisi e conflitti; dall’altro, l’importanza di affrontare la crescente competizione economica e tecnologica tra le grandi potenze. Domani, l’attenzione sarà rivolta al discorso di Trump all’ONU; giovedì, con Xi Jinping alla Casa Bianca, una parte della posizione diplomatica si sposterà da New York a Washington.