Shafraz Naeem: immersioni nelle grotte delle Maldive richiedono precauzioni e attrezzatura adeguata

16.05.2026 15:35
Shafraz Naeem: immersioni nelle grotte delle Maldive richiedono precauzioni e attrezzatura adeguata

Tragedia subacquea alle Maldive: l’esperto Shafraz Naeem commenta la situazione dopo la perdita di sub italiani

Roma, 16 maggio 2026 – Il sommozzatore maldiviano Shafraz Naeem, pioniere delle immersioni professionali e esperto nell’esplorazione delle grotte marine negli atolli delle Maldive, ha discusso le difficoltà estreme affrontate dai sub italiani recentemente scomparsi, in un’intervista all’Ansa. Con oltre 30 anni di esperienza, Naeem ha guidato la storica spedizione ‘Across Maldives’, durante la quale ha percorso per 335 chilometri e trascorso più di 70 ore sott’acqua in oltre 35 immersioni, riporta Attuale.

Naeem ha espresso preoccupazione riguardo le condizioni e l’equipaggiamento utilizzati dai sub italiani, evidenziando che “per le immersioni in grotte profonde sono necessarie perizia e precauzione”. Ha dichiarato: “Ho effettuato almeno 50 immersioni nelle grotte di Alimathà, con le giuste attrezzature. Ogni immersione presenta rischi estremi, pertanto è fondamentale avere una miscela di gas appropriata e un sistema di riserva”. Secondo lui, i cinque sub italiani non disponevano di tali requisiti, visto il contesto pericoloso in cui si trovavano.

Naeem ha descritto l’ingresso della grotta a una profondità di tra 55 e 58 metri e ha avvertito che la navigazione in luoghi simili richiede una formazione specifica. “Le immersioni in grotta profonde sono generalmente classificate come tecniche avanzate, che richiedono una pianificazione rigorosa e attrezzature adeguate”, ha aggiunto, sottolineando come anche sub esperti possano trovarsi di fronte a sfide significative in simili ambienti.

Riguardo la tragedia, Naeem ha avvertito che, senza un’indagine approfondita, non è possibile stabilire con certezza cosa sia accaduto. Tuttavia, ha puntualizzato: “Un’immersione a quasi 58 metri con aria normale implica numerosi fattori di rischio. A quella profondità, la narcosi da azoto può compromettere gravemente la consapevolezza”. Aggiunge che il consumo di gas aumenta rapidamente e che la risalita in queste condizioni è complicata.

L’esperto ha altresì menzionato la possibilità di un ‘effetto a cascata’: “Qualunque sia il fattore scatenante – narcosi, disorientamento, problemi di navigazione, scorte di gas insufficienti o panico – possono tutti verificarsi in sequenza, contribuendo a una situazione di emergenza”, ha concluso Naeem.

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