Shopping compulsivo: i rischi psicologici e le sue implicazioni in Italia

03.01.2026 16:15
Shopping compulsivo: i rischi psicologici e le sue implicazioni in Italia

La cura della cleptomania e degli acquisti compulsivi: un problema in crescita

Roma, 3 gennaio 2026 – Cleptomania e acquisti compulsivi (oniomania) emergono come disturbi sempre più rilevanti nella società moderna. Il fenomeno, rappresentato nel best seller di Sophie Kinsella “I love shopping”, ha visto la scomparsa della scrittrice a dicembre, poco prima del suo 56esimo compleanno. Il presidente della Società italiana di psichiatria forense (SIPF), Enrico Zanalda, sottolinea che “il secondo disturbo è molto più diffuso del primo”. Molti individui acquistano articoli di cui non hanno reale necessità, con la situazione aggravata dall’uso di piattaforme online come Amazon: “È l’atto dell’acquisto che interessa, non il prodotto”, riporta Attuale.

Cause del comportamento di shopping compulsivo

Quali sono le ragioni di questo comportamento frenetico? “Dal punto di vista biologico, rientra nei disturbi ossessivi-compulsivi, caratterizzato da un pensiero dominante e dalla compulsione a compiere l’atto. È correlato alla sfera dell’amigdala”, spiega Zanalda.

Il ruolo delle feste nell’aumento degli acquisti

Le festività amplificano il problema degli acquisti compulsivi? Secondo Zanalda, in effetti “si nota meno, perché compriamo un po’ tutti”, ma il disturbo è più frequente della cleptomania. “C’è una richiesta di aiuto più aperta, a differenza di chi soffre di cleptomania, che spesso non si percepisce come tale”. Questo disturbo rappresenta una forma di comportamento deviante, mirata a impossessarsi di beni senza preoccuparsi del valore del furto, come dimostra il furto di oggetti di scarso valore.

La cleptomania come una patologia

È possibile trattare la cleptomania? “Un intervento terapeutico può portare a un miglioramento, anche se non sempre si riesce a ottenere una guarigione completa. Tuttavia, si può imparare a gestire il desiderio di possesso”, afferma Zanalda. Chi è affetto da questo disturbo non si riconosce come cleptomane e spesso si appropria di oggetti insignificanti. Zanalda chiarisce che “la differenza tra una ‘furbata’ e una patologia risiede nell’impatto di questo pensiero sulla vita quotidiana. Se diventa ricorrente e consuma tempo prezioso, allora si tratta di una patologia”. Nonostante ciò, il cleptomane tende a non voler essere scoperto.

Trattamento e stigmatizzazione degli acquisti compulsivi

L’acquisto compulsivo può diventare un ciclo distruttivo, dove si spende per alleviare emozioni negative, portando poi a sensi di colpa per spese eccessive. “Questi disturbi condividono la mancanza di controllo sugli impulsi”, evidenzia Zanalda, “e non devono essere stigmatizzati. È fondamentale affrontarli con uno specialista per uscire da questa difficile situazione, sia attraverso terapie psicologiche che farmaco”.

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