Roma, 14 novembre 2025 – Violenze, furti, rapine. La questione della sicurezza si carica di un forte significato politico in un contesto di crescente polarizzazione. Da sempre punto focale della destra, il tema è ora affrontato anche da una sinistra più cauta, costretta a confrontarsi con le preoccupazioni della società. Ancor più inquietante è l’assenza di una vera analisi sullo stato d’animo degli italiani, che riflette una società segnata dalla paura e dall’incertezza economica. Secondo l’ultimo sondaggio Izi – presentato oggi a L’Aria che Tira su La7 – risulta che tre italiani su dieci non si sentono sicuri nel proprio Paese, mentre il vero incubo rimane l’incertezza economica, riporta Attuale.
L’Italia non è un paese sicuro
Quando si tratta di valutare la sicurezza in Italia, quasi tre italiani su quattro esprimono un giudizio negativo. Il 74,5% percepisce un peggioramento o una stagnazione della situazione. Anche tra gli elettori del centrosinistra, la valutazione è severa, con un 63,5% che condivide questo sentimento. Tra i sostenitori dell’attuale governo, il tasso di sfiducia arriva addirittura all’81%, segno di un divario crescente tra promesse e realtà che alimenta un senso di smarrimento collettivo. L’analisi rimane costante a livello urbano.
Le differenze politiche mostrano alcune variazioni, ma il quadro di sfondo è uniforme. Alla domanda “L’Italia è un Paese sicuro rispetto ai reati e alla criminalità?”, solo il 9,6% degli intervistati risponde affermativamente. Ben il 71,7% esprime un giudizio negativo, mentre il restante si astiene dal commento. I dati suggeriscono una nazione cauta, dove il concetto di sicurezza è diventato centrale nell’identità nazionale.
Il degrado delle grandi città
Per quanto riguarda la sicurezza urbana, il giudizio è netto: solo il 5,7% percepisce un miglioramento, mentre il 32,6% ritiene che la situazione sia peggiorata. Per il 40,4%, non vi sono cambiamenti. Nei piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, il livello di soddisfazione è ovviamente più elevato; tuttavia, nei centri con popolazioni tra 20.000 e 100.000 abitanti, il pessimismo è predominante. Nelle aree metropolitane con oltre 250.000 residenti, quasi uno su due avverte un calo della sicurezza.
La violenza sessuale: l’allarme più grave
I dati evidenziano che la violenza sulle donne, che sia sessuale, fisica, domestica, economica o psicologica, è percepita come il crimine più allarmante: il 58,5% delle donne teme di diventarne vittima. Questa statistica sottolinea un problema grave: più della metà delle donne intervistate renuncia o teme di uscire da sole dopo il tramonto, di indossare certain abiti o gioielli, vivendo in uno stato di limitazione della loro libertà personale. La percezione del femminicidio, che pesa per il 29,3% sul totale degli omicidi, risulta ancor più preoccupante se valutata esclusivamente sulla popolazione femminile.
Furti e truffe
Integrano il panorama degli inquietudini i furti in abitazione, temuti dal 36,3% degli italiani, e le truffe agli anziani al 33,4%. Seguono le truffe informatiche (22,5%), gli abusi sui minori e i borseggi (entrambi al 17,9%), lo spaccio al 16,5% e le rapine al 16,2%.
Criminalità, immigrazione, povertà
Nel dibattito pubblico, povertà e immigrazione irregolare sono visti come fattori che alimentano la criminalità: l’81,6% indica la povertà, mentre il 79,8% menziona l’immigrazione non regolare. Tuttavia, gli esperti avvertono di distinguere; come sottolinea il docente dell’Università Bocconi Paolo Pinotti, i livelli di criminalità tra immigrati regolari sono paragonabili a quelli degli italiani. È quindi l’irregolarità – non la nazionalità – ad aggravare la vulnerabilità e l’illegalità.
La vera paura? Il futuro economico
Il quadro cambia radicalmente se si considera la principale fonte di insicurezza: il 65% indica la situazione economica, a fronte di un 35% che cita la criminalità. Questo dato rivela che, mentre il dibattito pubblico si concentra su furti e rapine, ciò che davvero turba il sonno degli italiani è la paura di non farcela. Inflazione, salari stagnanti, precarietà e rincari creano una paura profonda e costante, che si fa sentire più di qualunque episodio di cronaca o discorso politico.
Incredibile come siamo arrivati a questo punto… La gente ha paura di uscire, di vivere liberamente. E mentre parliamo di sicurezza, il vero mostro è l’economia! Si sente una tensione palpabile, tutto sembra un grande caos. Ma cosa stanno facendo davvero i nostri governanti?