Sigonella, la decisione italiana di negare l’atterraggio aerei statunitensi solleva reazioni internazionali

02.04.2026 06:15
Sigonella, la decisione italiana di negare l'atterraggio aerei statunitensi solleva reazioni internazionali

Il caso Sigonella: il governo italiano chiarisce la sua posizione sui voli statunitensi

Il caso Sigonella si sposta ufficialmente sul terreno parlamentare e diplomatico. Dopo che martedì la notizia del diniego italiano all’atterraggio di aerei statunitensi è diventata di dominio pubblico, la giornata di ieri ha definito il cronoprogramma istituzionale: sarà la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a riferire in Aula il prossimo 9 aprile per chiarire i contorni di una vicenda che tocca i vertici del rapporto tra Roma e Washington. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, riferirà invece martedì 7, riporta Attuale.

La situazione richiama alla memoria una crisi diplomatica di oltre quattro decenni fa, quando la base siciliana si trovò al centro di un conflitto tra il governo Craxi e l’amministrazione Reagan. Tuttavia, oggi il contesto appare diverso: l’attuale governo sembra intenzionato a rispettare i protocolli esistenti.

Una nota di Palazzo Chigi ha ribadito che non ci sono criticità nelle relazioni con i partner internazionali, sottolineando che il rapporto con gli Stati Uniti è caratterizzato da “piena e leale collaborazione”, mantenendosi all’interno di un quadro di regole certe e condivise. Anche il Pentagono ha confermato questa posizione, con un funzionario che ha dichiarato all’Ansa che “l’Italia rispetta i trattati e fornisce attualmente sostegno garantendo accesso, basi e diritti di sorvolo alle forze statunitensi”.

Il ministro della Difesa ha chiarito la posizione italiana con un intervento netto sui social, affermando: “Tertium non datur”. Crosetto ha spiegato che “gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo; in assenza della quale non è possibile concedere nulla”. Ha aggiunto che il compito di un ministro è di assicurare il rispetto di tali accordi.

Le reazioni non sono mancate. L’ambasciata dell’Iran ha commentato su X, definendo la decisione di impedire l’atterraggio dei caccia statunitensi a Sigonella “una scelta intelligente, fondata sul diritto internazionale e sulla tutela degli interessi e dell’indipendenza dell’Italia”. Hanno aggiunto che “nessun ‘accordo tecnico’ o vecchio trattato può giustificare il facilitare crimini contro l’umanità di matrice americano-sionista nel bombardamento di scuole, ospedali, università e della popolazione iraniana”.

Accettare l’atterraggio di velivoli statunitensi avrebbe comportato un ruolo attivo nel conflitto, in contrasto con le posizioni espresse nell’ultimo Consiglio Supremo di Difesa. Tuttavia, è innegabile che tale decisione potrebbe rendere l’Italia un obiettivo “legittimo”, come minacciato dal viceministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, che aveva avvertito i Paesi disposti a supportare Stati Uniti e Israele.

Intanto, sopra i cieli del Golfo e del Medio Oriente, i bombardieri B-52 – gli stessi a cui è stato negato lo scalo siciliano – continuano a operare in un’area di altissima tensione, evidenziando la concreta minaccia bellica che incombe ai confini dell’Europa.

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