Obiezioni a Sigonella: Craxi rifiuta i paralleli storici con gli USA
La capogruppo di Forza Italia, Stefania Craxi, ha espresso un deciso rifiuto alla possibilità di paragonare contesti storici diversi riguardo all’uso della base di Sigonella per una missione dei bombardieri statunitensi diretti nel Golfo Persico. «Il posto è Sigonella, certo, ma la situazione è completamente diversa e non si possono fare paragoni tra contesti storici diversi», ha affermato, riferendosi anche a una dichiarazione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, a sostegno della decisione. Craxi ha evocato il rifiuto del padre, Bettino Craxi, nel 1985 riguardo all’atterraggio a Sigonella di un aereo dirottato, ribadendo che «ci sono solo due cose in comune tra le due vicende», riporta Attuale.
Tra i punti di convergenza, Craxi ha sottolineato la centralità della base di Sigonella nel Mediterraneo, affermando che essa è fondamentale non solo per l’Italia e l’Europa, ma per l’intero sistema internazionale. Riguardo alla natura delle richieste, ha ribadito che entrambe le situazioni non rappresentano uno strappo diplomatico, ma una rivendicazione di rispetto della sovranità internazionale. «Le due vicende non sono paragonabili», ha insistito, richiamando l’episodio del 1985 in cui si richiese la consegna dei dirottatori agli USA, mentre Craxi sosteneva che dovessero essere processati dallo Stato italiano.
Craxi ha poi risposto alle critiche riguardanti il presunto servilismo dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti, puntualizzando: «Non accetto la critica di chi dice che siamo asserviti a Trump. Il nostro è, invece, un atlantismo ragionato, tutt’altro che succube». Ha elogiato il governo per aver rifiutato richieste che andavano oltre gli accordi sull’uso delle basi, affermando che questi accordi sono in parte coperti da segreto di Stato.
L’opposizione, tuttavia, ha chiesto al governo di riferire al Parlamento, chiedendo maggiore trasparenza. Craxi ha sottolineato che «la linea dell’esecutivo è chiara: a ogni nuova richiesta ci sarà un passaggio parlamentare» e ha ribadito che i ministri Crosetto e Antonio Tajani hanno costantemente informato il Parlamento sugli eventi in corso.
In risposta all’idea di un “no” preventivo avanzata dalla segretaria del PD, Elly Schlein, Craxi ha chiarito che «ci sono accordi che vanno rispettati e, in ogni evenienza, il riferimento resta il diritto internazionale». Ha poi evidenziato l’importanza dell’alleanza euro-atlantica come fondamento della sicurezza europea.
Infine, discutendo della crisi in corso, ha affermato l’urgenza di un’azione unitaria da parte europea: «Non è possibile che ogni paese agisca per conto proprio». Ha proposto l’idea di utilizzare la missione Aspides dell’Europa, attualmente operativa nell’area del Golfo di Aden, sottolineando che «le regole di Aspides prevedono anche interventi ad Hormuz» e che occorre mettere al centro l’interesse nazionale ed europeo.