Il riarmo divide nuovamente il Pd: Conte e Schlein in competizione per la leadership

06.08.2026 02:35
Il riarmo divide nuovamente il Pd: Conte e Schlein in competizione per la leadership

Roma, 6 agosto 2026 – Non c’è pace per il centrosinistra. Anzi sì. Perché la maggioranza del Campo largo sceglie di sostenere la linea pacifista e contro il riarmo nella discussione alla Camera sullo scostamento di bilancio per le spese in campo energetico e di difesa. Così facendo, però, riduce ulteriormente il proprio modesto perimetro, dato che si perde per strada la componente riformista dem: favorevole agli impegni per i fondi Safe, come gli alleati centristi di ‘Italia viva’ e +Europa, riporta Attuale.

Le comunicazioni del ministro dell’Economia Giorgetti riguardo allo scostamento di bilancio offrono al leader 5 stelle Giuseppe Conte un pulpito per presentarsi con autorevolezza dell’ex premier e come miglior interprete dei sentimenti pacifisti della sinistra, che la segretaria dem Elly Schlein confidava di incarnare in esclusiva.

La situazione si complica ulteriormente con la sfida per la premiership del centrosinistra, ridotta ai soli due leader di Pd e M5s, che probabilmente si misureranno in elezioni primarie dall’esito incerto.

Le risoluzioni della minoranza

Il regolamento della Camera ha salvato il Pd da una spaccatura, dato che la risoluzione Pd-M5s-Avs risulta preclusa dall’approvazione di quella di maggioranza. Altrimenti i riformisti dem si sarebbero astenuti, come ha dichiarato Lorenzo Guerini: “Non l’avrei sostenuta, il testo resta non condivisibile”. I deputati della minoranza dem, tra cui Guerini, Lia Quartapelle, Virginio Merola, Nicola Carè e Piero Fassino, hanno votato a favore degli impegni per il Safe contenuti nelle risoluzioni di ‘Italia viva’ e +Europa, su cui la posizione del Pd era l’astensione, mentre si sono astenuti su quella di Azione.

Lo scontro Conte-Schlein: è in gioco la leadership

L’approccio verso la politica estera e il riarmo europeo rappresentano una delle principali fonti di dissidio tra la cultura riformista e quella radicale del centrosinistra, il quale è attualmente in discussione. Più che su altri temi come i migranti e le politiche sociali, che non riescono a emergere nell’agenda, il scontro per la leadership tra Schlein e Conte è diventato centrale; Conte ha effettivamente sottratto a Schlein il ruolo di campione del pacifismo, adottando al contempo il profilo di ex premier.

Conte smentisce le vittorie dicendo ai reporter: “Qui si parla di politica, non è una gara”, mentre sta prendendo sempre più le redini del centrosinistra. È lui ad opporsi al riarmo dell’Ucraina e a far trapelare notizie riguardo a incontri con Schlein. Contestualmente, ha diffuso una risoluzione unitaria non gradita ai riformisti e ha accusato il governo di vincolare il Paese alla spesa militare della NATO e al riarmo “senza uno straccio di difesa comune”, alimentando le “nostalgie militariste” in Germania, dove i neo-nazisti di Afd avanzano.

Prima di Conte, ha parlato per il Pd il responsabile esteri Peppe Provenzano, rivendicando la convergenza su una risoluzione unitaria del Campo largo in linea con le “posizioni già più volte espresse”, inclusi il rifiuto di destinare il 5% del Pil alla NATO e l’opposizione alla corsa al riarmo degli Stati, mentre afferma la necessità di un’autentica difesa europea. Da parte sua, Nicola Fratoianni di Avs si è espresso a favore di un testo unitario, anche se non condiviso da una parte del Pd e dall’alleanza necessaria.

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