Sisto, viceministro della Giustizia: “I pm mostrano testardaggine processuale”

20.07.2025 02:25
Sisto, viceministro della Giustizia: “I pm mostrano testardaggine processuale”

Il ricorso ‘per saltum’ sull’assoluzione di Salvini: un’analisi approfondita

Roma, 20 luglio 2025 – Il ricorso ‘per saltum’ riguardante l’assoluzione di Salvini e il caso Open Arms è stato definito da Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia e senatore di Forza Italia, come un esempio di testardaggine processuale, pur riconoscendo la correttezza tecnica della manovra. Sisto continua a ritenere che la sentenza di assoluzione in primo grado per Matteo Salvini sia ben motivata e scritta. La questione legale rimane complessa e sibillina, riporta Attuale.

Sisto è stato interpellato su come si evolverà il caso, e ha evidenziato che sarà la Cassazione a pronunciarsi, fuori dal suo ambito di competenza. Ha avvertito che il ricorso ‘per saltum’ è un istituto giuridico previsto, sebbene raramente utilizzato nel diritto penale.

Rispondendo alla domanda se fosse lecito procedere in tal modo, ha affermato che la decisione di appellarsi a una sentenza è nell’esclusiva facoltà delle parti coinvolte. Ogni parte ha il diritto di richiedere una revisione della decisione di giudici, fondamento dei tre gradi di giudizio.

In merito al suo parere da avvocato, Sisto ha rilevato l’impossibilità di esprimere un giudizio senza una conoscenza approfondita degli atti. Ha però sottolineato che una sentenza civile non può influenzare una decisione penale, secondo le norme stabilite. Tuttavia, sarà la Cassazione a decidere.

Commentando il processo Open Arms, Sisto si è dichiarato convinto dell’equilibrio e della correttezza della sentenza del tribunale dei ministri nei confronti di Salvini, frutto di un certo lavoro legale, e ha notato che il comportamento di un ministro non può essere considerato illecito al di fuori delle scelte del governo, ricordando che il premier di quel periodo era Giuseppe Conte.

Il dibattito si accende ulteriormente, con la Lega che accusa la procura di Palermo di “cercare vendetta” e, secondo la premier Meloni, di provare un “accanimento surreale”. Sisto ha osservato che, pur riconoscendo il diritto di impugnare una sentenza, il rischio di un accanimento da parte della pubblica accusa è palpabile, dati gli sviluppi della causa e la qualità della sentenza di assoluzione.

Quando gli è stato chiesto se il caso fosse legato alla riforma Nordio in discussione in aula, Sisto ha notato che alcune frange della magistratura mostrano nervosismo evidente, come dimostrano reazioni aggressive nei confronti di una riforma che, precisa, non appartiene più al governo ma al Parlamento, sostenuta da numeri che vanno oltre la sola maggioranza.

Riguardo ai cambiamenti sostanziali in atto, Sisto ha richiamato le parole di Meuccio Ruini, che affermò che la Costituzione italiana è destinata a essere trasformata nel tempo. L’esercizio della democrazia diretta, con il referendum, permetterà agli italiani di partecipare alle future modifiche.

Sisto ha espresso ottimismo su queste riforme, sottolineando il forte sostegno di figure come Silvio Berlusconi e Antonio Tajani. Ha indicato che la riforma mira a incrementare la democrazia, restituendo fiducia ai cittadini nei confronti della giustizia e garantendo la presenza di un giudice imparziale per ogni causa che verrà presentata.

Riflettendo sul caso di Sala, Sisto ha difeso il principio di presunzione di innocenza, affermando che una informazione di garanzia non implica che qualcuno possa essere dichiarato colpevole. Ha menzionato il rischio di voler ripristinare una norma abrogata, come l’abuso d’ufficio, trasformandola in una grave accusa di corruzione, un atteggiamento che sarebbe estremamente problematico.

Sulla questione di Tangentopoli, Sisto ha ricordato che le esperienze del passato devono servire come monito, evitando future associazioni tra giustizia e ambizioni personali. Ha concluso affermando che l’attuale scenario politico deve evitare nuove derive e protagonismi da parte di magistrati.

Per quanto riguarda l’inchiesta su Almasri, Sisto ha sottolineato l’importanza di rispettare il lavoro del tribunale dei Ministri, riconoscendo la linearità delle affermazioni del ministro Nordio. Ha invitato a un approccio più cauto e paziente da parte di chi commenta la vicenda, suggerendo di non basarsi su ricostruzioni affrettate.

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