Soldati israeliani bloccano soccorsi a un 14enne palestinese ferito che muore dopo 40 minuti

26.02.2026 17:35
Soldati israeliani bloccano soccorsi a un 14enne palestinese ferito che muore dopo 40 minuti

La morte di un quattordicenne in Cisgiordania solleva interrogativi

Dopo quattro mesi di silenzio, emergono informazioni scioccanti sulla morte di un quattordicenne palestinese, il cui corpo è rimasto a terra per oltre mezz’ora mentre soldati israeliani assistevano senza intervenire. Il giovane, identificato come Jad Jadallah, è stato colpito da proiettili in un raid dell’IDF. Le immagini e le testimonianze del caso rendono evidente la gravità della situazione, riporta Attuale.

Il tragico episodio è avvenuto ad al-Far’a, una località in Cisgiordania che secondo gli accordi internazionali dovrebbe essere considerata parte della Palestina, ma è attualmente occupata da Israele. La ricostruzione dei fatti, basata sulle testimonianze raccolte dalla BBC e su video, presenta una scena allarmante: il giovane ferito è stato lasciato a terra, gravemente sanguinante, mentre i soldati, equipaggiati e pronti all’azione, non si sono mossi per soccorrerlo.

Numerosi soldati erano presenti sulla scena, alcuni con fucili puntati, mentre uno di loro, con un passamontagna scuro, osservava il ragazzo in difficoltà senza offrire alcun aiuto. Vestito in modo inadeguato per il clima, Jad appariva visibilmente ferito e, nonostante i suoi sforzi per chiedere aiuto, è rimasto ignorato dai militari.

Secondo le informazioni disponibili, ci sono elementi confusi riguardo al motivo per cui gli agenti non hanno soccorso il ragazzo. Da quattro mesi, le autorità israeliane si rifiutano di consegnare il suo corpo alla famiglia, un fatto che si inserisce in un contesto più ampio di 775 corpi palestinesi di presunti “terroristi” non restituiti da Israele.

Il caso di Jad Jadallah rappresenta un punto cruciale, non solo per la singola tragedia umana, ma anche per la questione più vasta dei diritti umani in Cisgiordania e le pratiche militari delle Forze di Difesa Israeliane. La reazione della comunità internazionale e i consueti rapporti sull’operato dell’IDF pongono interrogativi e richiedono una risposta decisiva nei confronti di azioni che sulle prime possono apparire sistematiche e accettate nella guerra in corso.

Secondo dati delle Nazioni Unite, nel 2025, 55 bambini sono stati uccisi in Cisgiordania e oltre 227 dal 7 ottobre 2023. In Gaza, il numero stimato di bambini vittime di scontri continua a crescere, portando alla luce una crisi umanitaria di dimensioni allarmanti.

1 Comment

  1. Non riesco a credere a quello che è successo. Lasciare un ragazzo ferito a terra senza aiuto? È inaccettabile. Siamo nel 2023, e ancora assistiamo a tragedie del genere. È ora di dire basta e far sentire la nostra voce riguardo ai diritti umani. La comunità internazionale deve reagire!!!

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