Attentato nel cuore di Napoli: padre e fratello dell’allenatore del Cagliari presi di mira
Un episodio violento scuote i Quartieri Spagnoli di Napoli: Andrea Pisacane, 68 anni, e il figlio Gianluca, 28, padre e fratello di Fabio, allenatore del Cagliari, sono stati bersaglio di un agguato in vico Tre Re a Toledo alle prime luci dell’alba di ieri, riporta Attuale.
L’assalto, avvenuto intorno alle 4 del mattino, subito dopo la chiusura del ‘Pisadog’, ha visto i malviventi agire a volto scoperto. “Mio padre Andrea non è stato aggredito – ha riferito Fabio – Gianluca, invece, è stato ferito a una gamba da due colpi di pistola, mentre rientrava a casa. Non è in pericolo di vita, sta bene compatibilmente all’esperienza che ha vissuto. Siamo tutti sotto shock per questa brutta storia. Tanto spavento, ovviamente: per Gianluca, per tutta la nostra famiglia. In queste ore ho ricevuto tanti messaggi, ringrazio tutti per la vicinanza e l’affetto”.
Dalle prime ricostruzioni, gli aggressori non avrebbero portato via l’incasso della serata, suggerendo l’ipotesi di una vendetta per una lite avvenuta poche ore prima nel locale, o di un’estorsione non pagata, dato che hanno agito a volto scoperto. Nel 2025 sono state denunciate oltre 150 estorsioni nel centro storico, con bar e trattorie tra i principali obiettivi.
Il ‘Pisadog’, meta serale di centinaia di avventori, assicura incassi rilevanti grazie a un format che unisce prezzi competitivi, tradizione napoletana e tendenze moderne. La pagina social, dedicata a Fabio Pisacane, ne cattura l’essenza: “Il nostro bar è un locale giovane e per i giovani. La nostra idea di divertimento è all’insegna dello stare insieme, in armonia e gioia. Cerchiamo di coniugare lo spirito napoletano tipico con le moderne tendenze. Per noi nulla è irrealizzabile se la vita viene affrontata con passione e dedizione: Fabio è il nostro esempio e la sua storia parla per tutti noi”.
Pisacane, napoletano doc e tecnico del Cagliari, rappresenta i valori di resilienza promossi dal locale. Non è un caso che nel 2016 The Guardian lo indicasse come calciatore dell’anno. La sua storia è stata in grado di smuovere le coscienze e diventare fonte di ispirazione, soprattutto grazie alla battaglia ingaggiata da Fabio contro la sindrome di Guillain-Barré, una malattia che minaccia il sistema nervoso. È riuscito a entrare in Serie A a 30 anni, nonostante avesse trascorso tre mesi e mezzo in ospedale, inclusi 20 giorni di coma e la paralisi delle braccia.