Sri Lanka fatica a risollevarsi dopo il ciclone Ditwah, 607 morti e gravi danni economici

05.12.2025 20:45
Sri Lanka fatica a risollevarsi dopo il ciclone Ditwah, 607 morti e gravi danni economici

Catastrofica devastazione in Sri Lanka dopo il ciclone Ditwah

Intense piogge dal giovedì scorso stanno complicando le attività di pulizia e ricostruzione in Sri Lanka, dopo che il ciclone Ditwah ha provocato le inondazioni più gravi dell’ultimo decennio. Finora sono stati confermati almeno 607 morti, con oltre 200 persone ancora disperse. Circa 50.000 abitazioni sono state danneggiate e 170.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Circa un decimo della popolazione del paese, che conta 22 milioni di abitanti, ha subito gli effetti del ciclone, con danni materiali che superano quelli provocati dallo tsunami del 2004, che aveva causato decine di migliaia di vittime, riporta Attuale.

L’impatto delle inondazioni ha compromesso due settori economici cruciali per il paese: il turismo e l’agricoltura. Due terzi della rete ferroviaria non sono più operativi e i danni stimati per la ricostruzione oscillano tra i 6 e i 7 miliardi di dollari. Già in difficoltà a causa di una crisi economica che ha portato al default nel 2022, la situazione dello Sri Lanka si è ulteriormente aggravata, a seguito delle violente proteste che hanno portato alle dimissioni del governo.

Sono stati segnalati interi paesi sepolti dal fango e dai detriti causati da frane nelle aree collinari. In alcune zone della provincia Centrale, la più colpita, i residenti stanno affrontando mancanze di elettricità e collegamenti telefonici. Le aree turistiche, che si trovano nel pieno della “alta stagione” da novembre a gennaio, hanno subito perdite significative. Il turismo rappresenta la terza fonte di ricavo per il paese, dopo le rimesse e il settore dell’abbigliamento. Prima del ciclone, le proiezioni prevedevano oltre 2 milioni di visitatori entro la fine di dicembre, cifra che ora appare incerta.

I turisti bloccati dalle inondazioni sono stati recuperati grazie a voli straordinari, mentre il governo sta cercando di rassicurare i visitatori futuri, specialmente per quanto riguarda le aree meno colpite. Il settore agricolo, che impiega un terzo della popolazione, ha subito enormi perdite, con più di 500 chilometri quadrati di campi distrutti a ridosso della semina delle risaie.

Le frane hanno anche causato rotture di dighe e il crollo di ponti, paralizzando strade e canali. I danni alla rete ferroviaria di oltre 1.000 chilometri sono così ingenti che le autorità competenti hanno richiesto “assistente tecnica da paesi stranieri” per avviare le riparazioni necessarie. Inoltre, la crisi si verifica in un contesto in cui le principali agenzie umanitarie, comprese quelle delle Nazioni Unite, stanno affrontando una riduzione dei fondi disponibili per gli aiuti, dovuta in parte ai consistenti tagli ai finanziamenti attuati dall’amministrazione statunitense di Donald Trump.

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