Giorgia Meloni al TgLa7: «L’Europa deve difendersi da sola», riflessioni su Ucraina e riforma della giustizia

05.12.2025 20:55
Giorgia Meloni al TgLa7: «L'Europa deve difendersi da sola», riflessioni su Ucraina e riforma della giustizia

La premier Giorgia Meloni ha ribadito la necessità della deterrenza per conseguire la pace in Ucraina durante l’intervista con Enrico Mentana nella serata di ieri al Tg La7. “La pace non si costruisce con le buone intenzioni, ma con la deterrenza. La linea del governo sull’Ucraina deve rimanere la stessa per costruire un percorso verso la pace”, ha affermato Meloni, sottolineando il suo impegno in un contesto di crescente tensione geopolitica, riporta Attuale.

I rapporti tra l’Europa e Trump

In apertura dell’intervista, Meloni ha commentato le recenti critiche all’Europa espresse dagli Stati Uniti nella nuova Strategia per la sicurezza nazionale. “Non parlerei di un incrinarsi dei rapporti tra Usa ed Europa. Questo documento di Trump riflette un processo storico inevitabile. Se l’Europa vuole essere grande deve difendersi da sola. Quando affidi la tua sicurezza a qualcun altro, c’è un prezzo da pagare”, ha dichiarato la premier.

Sull’Ucraina “siamo tutti filo-italiani”

Rispondendo a proposito dell’Ucraina, Meloni ha minimizzato le tensioni interne alla sua maggioranza e ha affermato: “La linea del governo deve rimanere la stessa perché vogliamo favorire un percorso verso la pace. Non siamo in un dibattito tra filo-russi, filo-americani o filo-europei. Noi siamo tutti filo-italiani. La questione centrale è come difendere meglio l’interesse nazionale italiano. Gli italiani potrebbero pensare che l’Ucraina sia distante e che ciò che accade lì non ci riguardi. Purtroppo, penso che ci riguardi e che potremmo pagare un prezzo molto più alto facendo una scelta diversa”.

Il piano Trump su Gaza

Riguardo a Gaza, Meloni ha affermato di voler rimanere “fedele alla linea indicata dal Parlamento”, specificando che l’Italia riconoscerà lo Stato di Palestina solo dopo il disarmo di Hamas e la garanzia che i miliziani palestinesi non esercitino alcun ruolo nel governo di Gaza. “Tutti gli sforzi italiani sono rivolti a implementare il piano di pace di Trump. C’è moltissimo lavoro da fare ma sappiamo che è un’occasione che rischia di non tornare”, ha concluso la premier.

Il referendum sulla giustizia (e quello, forse, sul premierato)

Passando alla politica interna, Meloni ha parlato del referendum sulla giustizia previsto per il prossimo anno. “È importante, non per il governo, ma per lo stato della giustizia italiana”. In risposta a chi spera di mandarla a casa, ha ribadito: “Il governo resta in carica fino a fine legislatura a prescindere dall’esito del referendum”. Riguardo a un possibile secondo referendum sulla riforma del premierato, Meloni ha detto: “Fosse per me, volentieri. Ma dipende dai tempi tecnici del Parlamento. Il premierato è una norma necessaria in Italia perché rimette il potere nelle mani dei cittadini e dà stabilità ai governi”.

“Non devo ringraziare nessuno”

Riflessioni sulla sua transizione da leader dell’opposizione a premier l’hanno portata a dichiarare: “Il vantaggio di chi arriva al governo come noi, è che quando non devi dire grazie a nessuno che non siano i cittadini, puoi rispondere solo a loro. È il più grande vantaggio che abbiamo io e il mio governo. Ho sempre cercato di prendere decisioni con buonsenso; posso fare meglio, ma almeno fisicamente non avrei potuto fare di più“.

Il faccia a faccia con il leader dell’opposizione, “quando mi diranno chi è”

Infine, riguardo al mancato confronto con Elly Schlein ad Atreju, Meloni ha affermato: “Ho dichiarato più volte la mia disponibilità a confrontarmi con il leader dell’opposizione, quando mi diranno chi è. Incontri amichevoli ce ne sono molti, ma – ha aggiunto Meloni – se si parla di confronto con il leader dell’opposizione, io non mi infilo nelle dinamiche delle opposizioni”.

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