Strage di Bologna, Ponzani: “Il Paese deve affrontare il passato”

03.08.2025 03:15
Strage di Bologna, Ponzani: “Il Paese deve affrontare il passato”

Il dibattito sulla strage di Bologna e la memoria storica in Italia

Roma, 3 agosto 2025 – L’ultimo intervento di Paolo Bolognesi, Presidente del Comitato delle vittime della strage di Bologna, suscita reazioni contrastanti. Le sue parole, secondo Michela Ponzani, storica dell’Università di Roma Tor Vergata, rappresentano un invito ad affrontare la storia senza illusioni. «È fondamentale esplorare a fondo i fatti con onestà intellettuale», riporta Attuale.

Per la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, la strage è “orrenda” e classificata dai magistrati come di matrice neofascista. Tuttavia, tali definizioni sembrano un eufemismo piuttosto che una realtà accertata attraverso anni di indagini.

“Bolognesi solleva nuovamente la questione: l’incapacità della destra italiana di affrontare questa pagina oscura della nostra storia con trasparenza. Si teme che le nuove generazioni possano non comprendere oppure non siano messe in condizione di apprendere,” osserva Ponzani.

Le garanzie fornite da Piantedosi e Bernini sulla declassificazione dei documenti relative alla strage non appaiono sufficienti?

“Chiaramente no, poiché se le promesse non vengono mantenute, il sospetto che possano esistere documenti o dettagli segreti rimane. Il Paese ha il diritto di conoscere non solo i verdetti, ma anche gli atti e ogni aspetto di quel periodo drammatico,” sottolinea Ponzani.

Non abbiamo già informazioni complete sui collegamenti tra gli apparati statali deviati e il neofascismo italiano?

“No, c’è ancora molto da scoprire e il lavoro da svolgere richiede rigore e dedizione,” chiarisce.

Esiste chi preferirebbe dimenticare questi eventi?

“I timori di Bolognesi sembrano confermare questa tendenza. La perseveranza del Comitato delle Vittime è rappresentativa della sua determinazione a far sentire la propria voce,” afferma Ponzani.

Il 2 agosto 1980 Giorgia Meloni aveva solo tre anni; perché non enfatizza la matrice neofascista della strage?

“È possibile che lo desideri. Tuttavia, il suo background politico è radicato nel Movimento sociale italiano. È noto che membri di gruppi come Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale provenissero da quell’ambito. È cruciale che esprima una condanna chiara nei confronti di tale matrice neofascista,” argomenta Ponzani.

La ministra Bernini critica a sua volta Bolognesi per questo collegamento.

“Questo dimostra la persistenza del problema: la mancanza di volontà da parte della destra di rivedere il proprio passato. È un atteggiamento diametralmente opposto a quello adottato dalla sinistra negli anni di piombo,” osserva.

Ci sono similitudini tra i differenti approcci?

“Assolutamente no. Il PCI di Berlinguer ha sempre condannato il terrorismo. Lo stesso vale per la sinistra sindacale e il mondo partigiano. Figure come Luciano Lama non furono mai ascoltate in contesti di conflitto,” evidenzia.

Qual è la situazione attuale?

“Al contrario. Anche a distanza di decenni, chi è al potere non sembra disposto a confrontarsi con il passato. Pur esprimendo l’obiettivo di costruire una destra più moderata, restano tabù, resistenze e nostalgie, con una narrazione da underdog,” conclude Ponzani.

Qual è la soluzione a questo impasse?

“Occorre esprimere le verità in modo chiaro, come ha fatto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La spietata strategia eversiva neofascista (…) mirava a colpire (…) la nostra stessa convivenza civile“. Questa dovrebbe essere la base su cui la destra deve riflettere, mentre storici e intellettuali hanno l’obbligo di tramandare questa memoria al Paese,” afferma infine.

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