Tajani prima del summit Usa-Russia: “La scelta è di Putin, apra al dialogo”

15.08.2025 02:55
Tajani prima del summit Usa-Russia: “La scelta è di Putin, apra al dialogo”

Le attese per il vertice di Anchorage tra Russia e Ucraina

Roma, 15 agosto 2025 – Le aspettative sono elevate per il vertice di Anchorage in Alaska, con la speranza che questa occasione possa segnare una svolta nel conflitto tra Russia e Ucraina. “Possiamo augurarci che rappresenti una svolta e che, dopo questo incontro, si possa avviare una vera trattativa tra la Russia e l’Ucraina, tra Putin e Zelensky. Questo è ciò che dobbiamo augurarci. Bisogna capire se questo risultato potrà esser frutto di questo primo incontro, che è altra cosa”, riporta Attuale.

Il ruolo di Putin e le incertezze del negoziato

Il Ministro degli Esteri e vice-premier Antonio Tajani ha sottolineato che l’esito del vertice dipende principalmente dalla disponibilità di Putin: “Non so quanto sarà disponibile ad ascoltare le richieste di Trump e quanto voglia arrivare a un cessate il fuoco per concludere la guerra in tempi rapidi. La questione, dunque, non è tanto quello che chiederà Trump, ma quello che sarà disponibile ad accettare Putin. La palla è nel suo campo. È lui che deve dire se vuole il dialogo, se vuole l’incontro con Zelensky oppure no”.

Tajani ha anche evidenziato le sfide interne a Putin: “Non è facile per lui: ha un esercito di un milione e mezzo di persone che guadagnano tre volte quello che guadagna un normale operaio russo. Praticamente tutta l’economia russa si è convertita alla difesa: significa che faticheranno a ritornare a un’industria di pace”.

La posizione europea e il sostegno a Zelensky

In questa fase, l’Europa e Zelensky si trovano in una posizione di attesa, mentre la disponibilità di Trump a collaborare rappresenta un segnale positivo. “Già quest’inverno, al vertice della sicurezza a Monaco, il segretario di Stato Marco Rubio disse che l’Europa doveva essere coinvolta. Mi pare ora che siano tutti usciti soddisfatti dalla riunione che ha sancito l’unità dell’Occidente”, ha dichiarato Tajani. “Le parole di Trump, in questo senso, sicuramente sono state un buon segnale per l’Europa e per lo stesso Zelensky. Questo dà certamente maggiore forza all’Ucraina”.

L’importanza del ruolo ucraino nei negoziati

Tajani ha ribadito che ogni decisione riguardante l’Ucraina deve essere presa dagli ucraini stessi: “Non è possibile che altri decidano della sorte di questo paese. Non si può fare un accordo di pace sulla testa dell’Ucraina: ricordiamo che l’Ucraina è vittima di un’aggressione”.

Parlando di possibili cessioni territoriali, il Ministro ha affermato che, dopo un cessate il fuoco, occorrerà avviare negoziati diretti: “A quel punto sarà l’Ucraina che dovrà decidere sui propri territori: nessun altro può decidere su qualsiasi territorio ucraino”.

Le garanzie di sicurezza per Kiev

Per garantire la sicurezza dell’Ucraina, Tajani ha indicato che saranno necessarie adeguate garanzie: “Dovranno essere garantite la sua indipendenza e la sua sicurezza. Vedremo da chi e come, se dagli Stati Uniti o da chi. Certo è che la sicurezza dell’Ucraina è anche la sicurezza dell’Europa, nel momento in cui è candidata a far parte dell’Unione europea”.

Infine, ha proposto una soluzione per garantire il cessate il fuoco: “Dovrebbe esserci eventualmente una presenza decisa dal Consiglio di Sicurezza, anche con l’accordo dei russi e dei cinesi. Senza il sì dei russi una missione non avrebbe alcun effetto”.

La situazione in Medio Oriente e il sostegno umanitario

Riguardo al conflitto in Medio Oriente, Tajani ha descritto l’ultima missione umanitaria come la più grande mai realizzata, con tre aerei militari che hanno portato via bambini da Gaza. “Siamo il Paese, insieme con Egitto, Turchia, Qatar e Emirati, che ha accolto il maggior numero di profughi da Gaza. È fondamentale far entrare giornalisti a Gaza per testimoniare in maniera indipendente la situazione drammatica”, ha affermato.

La posizione italiana sul piano di Netanyahu e il riconoscimento della Palestina

Il governo italiano ha manifestato la sua netta opposizione al piano di Netanyahu per l’occupazione di Gaza, considerandolo una minaccia alla pace. Tajani ha dichiarato: “Siamo assolutamente contrari. Abbiamo firmato un documento con tanti Paesi e abbiamo detto di no a quel piano. Così come siamo contro nuove aggressioni da parte israeliana in Cisgiordania”.

Anche se l’opposizione accusa il governo di non riconoscere la Palestina, Tajani ha specificato: “Noi siamo favorevoli a riconoscere la Palestina, ma bisogna prima costruire lo Stato palestinese, che oggi non c’è. Quindi lavoriamo per costruirlo”.

Infine, la questione politica interna

Riguardo alle divergenze all’interno del governo sul tema della politica estera, Tajani ha affermato: “È legittimo che vogliano esprimersi sulla politica estera, ma la politica estera la fanno il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Esteri”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere