Indagini su due morti causate dal uso del taser da parte dei carabinieri
Due decessi in poche ore dovuti all’uso del taser da parte dei carabinieri contro individui in escandescenze hanno spinto le procure di Tempio Pausania e Genova ad avviare indagini su quattro militari. L’obiettivo è verificare se l’azione sia stata conforme alle regole di ingaggio, che includono la proporzionalità rispetto al pericolo e la necessità dell’uso, riporta Attuale.
Le autopsie di Elton Bani, 41 anni, e Giampaolo Demartis, 57 anni, sono programmate per oggi e domani rispettivamente a Genova e Olbia. I medici legali dovranno accertare se le morti siano attribuibili all’uso eccessivo del taser — nel caso di Bani, tre dardi sono stati sparati prima della sua caduta — o a condizioni preesistenti, poiché Demartis era cardiopatico. Nel frattempo, le forze dell’ordine continuano a interrogare testimoni e confrontare le loro versioni, cercando di chiarire la presenza di eventuali segni di violenza. L’uso del taser, che ha già causato cinque vittime in Italia dal 2022, resta oggetto di accese polemiche nell’opinione pubblica e politica.
Ilaria Salis, europarlamentare dell’Avs, ha espresso fermamente la sua posizione, affermando che il taser è “un’arma spacciata come non letale ma che può rivelarsi una condanna a morte per chi abbia un banale problema di salute”, auspicando la sua abolizione per prevenire ulteriori tragedie e promuovere un approccio differente alla sicurezza. In contrasto, la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha chiesto maggiori risorse per garantire la sicurezza, sottolineando l’importanza di basare le decisioni su dati scientifici piuttosto che su populismi, e invitando ad attendere l’esito delle indagini.
Il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, ha difeso l’uso del taser, definendolo “imprescindibile”. Ha chiarito che le regole di ingaggio stabiliscono il suo impiego in situazioni con soggetti violenti e aggressivi che rappresentano un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini. Piantedosi ha affermato che le prime ricostruzioni indicano che i carabinieri a Olbia e Genova si sono trovati esattamente in tale contesto. Ha dunque respinto le critiche rivolte alle forze di polizia come pretestuose e infondate, sottolineando il rispetto per la loro professionalità in condizioni estremamente difficili e pericolose.
Il ministro ha anche aggiunto che il cordoglio per i due decessi non deve essere strumentalizzato per alimentare antipatia verso le forze dell’ordine, le cui capacità e impegno devono essere riconosciuti.