Trump annuncia il ritorno dei test nucleari senza esplosioni
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente ordinato il ripristino dei test nucleari, che erano stati interrotti nel 1992. Sebbene il Segretario all’Energia, Chris Wright, avverta che ciò non significhi il ritorno a “esplosioni atomiche”, la questione rimane controversa. Trump ha dichiarato: «Anche Russia e Cina stanno facendo test, ma non ne parlano. Siamo una società aperta, siamo diversi. Ne parliamo». Questa mossa solleva interrogativi sulla fattibilità di test nucleari senza esplosioni, riporta Attuale.
L’ultimo esperimento nucleare statunitense risale al 1992, durante il declino della Guerra Fredda e dopo la caduta dell’Unione Sovietica. In quel periodo, la Francia aveva già effettuato 179 test nucleari, compresi 138 nell’atollo di Mururoa. Si stima che solo in quel sito la Francia abbia esploso circa 200 bombe equivalenti a quella di Hiroshima, dimostrando la potenza della formula di Einstein: energia uguale massa per il quadrato della velocità della luce.
La discussione su test nucleari “senza esplosioni” si basa sulla capacità computazionale attuale. All’Oak Ridge National Laboratory, in Tennessee, si trovano alcuni dei supercomputer più potenti, come il Frontier, che supera il quintilione di operazioni al secondo. Questi supercomputer possono simulare reazioni di esplosione attraverso l’analisi dettagliata dei dati, rendendo superflui test che comporterebbero costi politici, ambientali e diplomatici ingenti.
In un contesto di crescente tensione globale, mentre la Cina nega di svolgere test nucleari e la Russia mantiene un certo ambiguità, la possibilità di effettuare esperimenti senza esplosioni pone rilevanti domande sulla trasparenza e sull’approccio degli Stati Uniti nei confronti della corsa agli armamenti e del disarmo nucleare.