Nuove tensioni sono emerse questa mattina lungo il confine tra le forze armate cambogiane e thailandesi. L’episodio si è verificato vicino a storici templi nella provincia di Surin in Thailandia e nella provincia di Oddar Meanchey in Cambogia. Secondo quanto riportato dalla tv pubblica thailandese PBS, sono stati confermati almeno cinque morti a causa degli attacchi condotti dalle truppe cambogiane contro le popolazioni thai al confine., riporta Attuale.
Si segnalano anche tre vittime e 14 feriti a seguito di un attacco che ha colpito un minimarket situato all’interno di una stazione di servizio a Ban Phue, non lontano dal confine. Altre due persone sono decedute e altrettante sono rimaste ferite in seguito all’attacco rivolto al villaggio di Kab Choeng, nella provincia di Surin. La Thailandia ha accusato le forze cambogiane di lanciare «attacchi mirati contro i civili» e ha chiuso l’intero confine, intimando ai propri cittadini di evacuare dalla zona, secondo un report della Bbc.
Il primo ministro cambogiano, Hun Manet, ha inviato una richiesta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per convocare una «riunione urgente». Nella sua missiva, Hun Manet ha sottolineato le recenti e gravi aggressioni da parte della Thailandia, le quali hanno messo a rischio la pace e la stabilità nella regione, chiedendo vivamente a convocare una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza.
In un contesto simile, la Cina ha consigliato i propri cittadini in Cambogia di stare lontani dalle aree limitrofe al confine thailandese. «L’ambasciata cinese in Cambogia invita i cittadini a seguire da vicino la situazione della sicurezza locale, a mantenere alta la guardia e ad adottare precauzioni necessarie per garantire la propria sicurezza personale», ha avvertito la rappresentanza diplomatica attraverso un post sui social media.
Lo scambio di accuse
Le tensioni si intensificano ulteriormente con le accuse reciproche. «Le forze cambogiane hanno aperto il fuoco verso il lato orientale del tempio di Prasat Ta Muen Thom, situato a circa 200 metri dalla base thailandese», ha dichiarato l’esercito thailandese in un comunicato, accusa che implica l’uso di un drone da parte della Cambogia.
Dall’altra parte, il Ministero della Difesa cambogiano ha affermato che «l’esercito thailandese ha violato l’integrità territoriale della Cambogia, attaccando militarmente le forze cambogiane dislocate nella zona». Come risposta, le forze armate cambogiane hanno esercitato il loro legittimo diritto alla difesa in conformità con il diritto internazionale, per contrastare l’incursione thailandese.
Le tensioni fra i due Paesi
I due Paesi del Sudest asiatico da tempo sono in conflitto sulla demarcazione della frontiera comune, che risale ai tempi della colonialismo francese in Indocina. Tuttavia, l’attuale crisi si configura come la più seria degli ultimi quindici anni. Gli scontri avvenuti a fine maggio, culminati con la morte di un soldato cambogiano in un conflitto a fuoco in un’altra area contesa, hanno innescato un forte deterioramento delle relazioni tra Bangkok e Phnom Penh, riducendo drasticamente i legami economici e diplomatici.
In risposta, la Cambogia ha abbassato il livello delle sue relazioni diplomatiche con la Thailandia, considerandole adesso al «livello più basso». Bangkok ha richiamato il suo ambasciatore da Phnom Penh ed espulso l’ambasciatore cambogiano dopo che un soldato thailandese aveva riportato gravi lesioni a causa di una mina antiuomo. Gli ultimi episodi di violenza risalgono agli scontri avvenuti tra il 2008 e il 2011 nei pressi del tempio di Preah Vihear, che causarono la morte di almeno 28 persone e costrinsero all’evacuazione di decine di migliaia di residenti.