Accordo di cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia dopo intensi combattimenti
Sabato, i governi di Thailandia e Cambogia hanno raggiunto un accordo per interrompere i combattimenti iniziati all’inizio di dicembre, in violazione del cessate il fuoco firmato solo pochi mesi prima, riporta Attuale. L’intesa, entrata in vigore a mezzogiorno ora locale, prevede che nessuno dei due eserciti si sposti dalle posizioni attuali lungo il confine e che non vengano violati i rispettivi spazi aerei per operazioni militari.
Il confine tra i due paesi si estende per 820 chilometri ed è stato definito per la prima volta nel 1907 dalla Francia, allora potenza coloniale in Cambogia, fino al 1953. La mappa delineava un confine che doveva seguire in gran parte il corso dei fiumi, ma la Thailandia ha sempre sostenuto che non fosse vincolante e che fosse inaccurata in diversi tratti. Da decenni, i due Stati si contendono questi confini, una rivalità storica alimentata da un crescente nazionalismo in entrambi i paesi.
A luglio, i due paesi avevano già concordato un cessate il fuoco sotto la pressione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva minacciato di annullare gli accordi commerciali se non avessero accettato l’intesa. Questo accordo era stato poi formalizzato a ottobre durante un incontro in Malesia a cui aveva partecipato lo stesso Trump.
Tuttavia, l’accordo di ottobre non è mai stato rispettato. Negli ultimi mesi si sono verificati diversi scontri, con un’escalation tra il 7 e l’8 dicembre. Questi combattimenti hanno portato a un bilancio di almeno 80 morti e circa 800.000 sfollati. Il cessate il fuoco impone a entrambi i paesi di rispettare gli accordi internazionali contro l’uso delle mine, che, secondo la Thailandia, hanno ferito diversi soldati recentemente. La Cambogia, dal canto suo, sostiene che queste mine siano rimaste lungo il confine dai conflitti degli anni Novanta.