Thailandia: Monaci sedotti e ricattati in truffa da 10 milioni

18.07.2025 16:45
Thailandia: Monaci sedotti e ricattati in truffa da 10 milioni

Scandalo Monastico in Thailandia: La Storia di Wilawan Emsawat

Un episodio sconvolgente ha scosso la comunità buddhista thailandese, culminando nell’arresto di una donna di 35 anni, accusata di estorsione nei confronti di monaci di alto rango. Conocita sui social come “Miss Golf”, la sua figura suscita sentimenti contrastanti; alcuni la vedono come una giustiziera, mentre per i monaci coinvolti è stata un’autentica calamità. Questo scandalo ha evidenziato le disfunzioni all’interno del Sangha, l’ordine buddhista del paese, ricevendo vasta attenzione sia a livello locale che internazionale, riporta Attuale.

Wilawan Emsawat ha messo a segno un colpo audace: ha estorto oltre 10 milioni di euro a diversi monaci che, spiati e sedotti attraverso canali online, sono stati costretti a violare i loro voti religiosi di astinenza e povertà. La sua strategia prevedeva incontri con i monaci, nei quali filmava gli atti intimi, utilizzando poi tali registrazioni come strumenti di ricatto per ottenere ingenti somme di denaro. Questo comportamento ha messo a nudo le fragilità e le ipocrisie all’interno di un sistema che si basa su ideali di semplicità e disciplina.

Tra i monaci coinvolti, il caso più eclatante è quello del reverendo Phra Thep Wachirapamok, un rispettato abate di Bangkok, che, preso dalla vergogna, ha abbandonato la sua veste religiosa e si è rifugiato in Laos. Le indagini hanno rivelato che Miss Golf aveva avviato una relazione segreta con lui, ricattandolo dopo aver instaurato una connessione che ha portato a numerosi incontri clandestini. Non è l’unico monaco a essere caduto in questa trappola: un altro abate, divenuto vittima del ricatto, era stato minacciato con la falsa notizia di una gravidanza.

Le forze dell’ordine hanno rintracciato la donna sequestrando cinque telefoni cellulari, contenenti oltre ottantamila file multimediali che documentavano gli incontri, selezionati con particolare attenzione tra monaci di alto rango, noti per le loro generose donazioni. Questa attività illecita ha portato a ingenti profitti, con un totale di circa 385 milioni di baht thailandesi estorti in un arco di tre anni.

Attualmente, Wilawan Emsawat è sotto accusa per estorsione, riciclaggio di denaro e ricettazione. Le conseguenze per i monaci coinvolti sono drammatiche: molti sono stati degradati e privati dei loro titoli, mentre il Sangha ha provveduto a revocare i sacramenti. Anche a livello governativo, il caso ha suscitato shock, portando a una riconsiderazione delle leggi riguardanti il celibato monastico e la trasparenza finanziaria dei templi, noti per ricevere grandi donazioni senza un controllo adeguato. Inoltre, il re Maha Vajiralongkorn ha preso una posizione forte, revocando onorificenze a circa ottantuno monaci coinvolti nella scandalosa vicenda.

In un contesto in cui la fiducia nei riguardi delle istituzioni religiose è messa a dura prova, questo scandalo in Thailandia ha aperto un dibattito cruciale su etica, responsabilità e la necessità di riforme all’interno di un sistema che, pur con valori profondi, sembra aver perso la rotta.

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