Torino, 30 ottobre 2025 – I Pappagalli Agapornis, noti come Inseparabili, sono più comuni rispetto ai parrocchetti verdi dal collare. Queste specie aliene arrivano al Canc, il Centro animali non convenzionali di Grugliasco (Torino), diretto da Mitzi Mauthe von Degerfeld, una veterinaria dedita agli animali più strani. Tra gli altri ospiti vi sono anche scoiattoli grigi e tartarughe Trachemys, riporta Attuale.
I pappagalli alieni in Italia
“Di parrocchetti verdi – spiega la direttrice – a noi arrivano pochi esemplari all’anno. Questa specie aliena si concentra soprattutto in città come Roma, Bologna ma anche Genova”. Il Centro accoglie invece soprattutto pappagalli della specie Agapornis. “Perché ce li ritroviamo qui? Soprattutto perché la gente se li fa scappare, più che stancarsene. C’è questa abitudine sbagliatissima, quasi una mania, di lasciarli liberi per casa; questi animali sono sempre stati in gabbia e non hanno mai visto niente. Se li fai uscire, si infilano in qualsiasi buco della finestra; basta un minimo di disattenzione e vanno via. Non sanno vivere all’aperto: vengono uccisi da altri uccelli o scappano quando trovano una finestra aperta… E qualcuno li trova e ce li porta”.
Specie aliene abbandonate
Non sempre le circostanze sono così favorevoli. Nel 2023, una tartaruga alligatore è stata abbandonata sul greto di un torrente, rappresentando un grande pericolo in caso di incontro ravvicinato, poiché tale animale ha una forza morsa molto potente. Questa situazione è il segno di qualcuno che l’aveva acquistata e poi se ne era stancato. “Certo, la tartaruga alligatore è tra le specie pericolose che non si possono tenere. La gente le prende in casa, poi non riesce a tenerle e se ne libera. Per i pappagalli, è più frequente che li facciano scappare: capita anche che si aprano le porte da soli, perché sono davvero abilissimi”.
Nella stessa categoria, continuano a essere numerosi anche i pitoni. Anche se non sono pericolosi, non c’è dubbio che un incontro può impressionare.
Specie aliene, cosa sapere
“Bisogna usare correttamente la parola specie aliena – raccomanda la direttrice del Canc –, indica animali che sono in lista per essere eradicati, in quanto si stanno riproducendo troppo e stanno provocando danni ecologici. Negli altri casi, è corretto parlare di animali esotici. Quelli che arrivano al Canc, soprattutto tra pappagalli e rettili, sono una settantina”.
La curiosità verso gli alieni
“Dottoressa, ma che idea si è fatta? Gli italiani sono amanti di queste specie?” “Amanti fino a un certo punto, più che altro sono incuriositi – corregge la direttrice del Canc –. Per alcuni di questi è figo averli, mi lasci correre il termine. E al solito non si pensa che non c’è solo l’estate: quando si parte, bisogna spendere per avere qualcuno che se ne prenda cura o per affidarli a pensioni. Oppure li si gestisce in maniera non adeguata. Non si pensa che in un attimo scappano e, non essendo abituati alla libertà, non sanno interagire con gli altri animali, quindi fanno una fine pessima. Molti arrivano da noi in condizioni penose e muoiono, senza che riuscendo a salvarli con le cure”.
Quanti animali assiste il Canc in un anno
Al Canc di Grugliasco, oltre 5mila animali vengono ricoverati ogni anno. “Lavoriamo fianco a fianco con ‘Salviamoli insieme’. Attualmente abbiamo tanti pitoni e diverse specie di tartarughe, come Graptemys, Mauremys, Pseudemys, tutte esotiche”.