Tragedia sulla Statale 79: un padre muore colpito da una pietra durante il trasporto di tifosi
“Ti terrò sempre nel mio cuore”. Questa promessa carica di amore e dolore è quanto Federica Marianella dedica a suo padre, Raffaele, morto tragicamente, riporta Attuale. La giovane ha condiviso la sua emozione su Instagram, prima di rendere privato il profilo, segnato dalla perdita e dai ricordi di momenti felici. Anche i suoi due fratelli, residenti a Roma, hanno scelto il silenzio, mentre il primogenito, Andrea, titolare di un’attività di pneumatici, ha chiesto rispetto per la loro sofferenza.
Raffaele Marianella, autista di 65 anni, è deceduto la scorsa domenica sera sulla Statale 79, mentre viaggiava come passeggero su un pullman che riportava a casa i tifosi del Pistoia Basket 2000, dopo la partita contro la Real Sebastiani Rieti. È stato colpito da una pietra lanciata con violenza. Così facendo, ha pagato un prezzo inaccettabile mentre svolgeva il suo lavoro, che spesso lo allontanava dalla sua famiglia.
Marianella aveva iniziato la sua carriera nella capitale, lavorando per diverse aziende di trasporti. Un ex collega, Matteo Minguzzi, ricorda: “Era generoso e sempre disponibile”. Malgrado le strade professionali si fossero separate, i due avevano mantenuto i contatti, incontrandosi recentemente per un caffè. “Spero che venga fatta giustizia”, ha aggiunto Minguzzi.
Dopo una separazione, Raffaele si era risposato con una donna giapponese e stava progettando di tornare in Giappone. Negli ultimi anni aveva lavorato per l’agenzia Flixbus e, successivamente, per la Giotto Bus, dal 2017 per otto anni. Secondo il titolare dell’azienda, Giuliano Del Rio, “era una persona esperta e affidabile. Quello che gli è capitato è una barbarie”. Solo da tre mesi lavorava per la Jimmy Travel di Sesto Fiorentino.
Prossimo alla pensione, Raffaele aveva ridotto le sue responsabilità di guida, ma si dedicava a supportare i nuovi autisti. “Era come un membro della famiglia”, ha commentato la segretaria della Jimmy Travel, visibilmente commossa. “Lui aiutava in tutto. Non era necessaria la sua presenza, ma era andato per fare compagnia e insegnare”.
Quella sera era presente sul pullman solo per garantire una maggiore sicurezza, ma, dopo l’accaduto, la segretaria ha evidenziato come la loro visione dello sport sia cambiata: “Non possiamo più guardarlo nello stesso modo e non organizzeremo più viaggi con tifoserie. Per rispetto a Raffaele e a tutti i nostri autisti”.