Tragedia in mare ad Ancona: muore Andrea Bruglia, imprenditore e velista esperto
Un pomeriggio in barca a vela si è trasformato in tragedia per Andrea Bruglia, imprenditore di 62 anni, morto ieri in mare, davanti al Conero, in un tragico incidente. L’uomo, esperto velista e socio del club Stamura, ha perso la vita cadendo dalla sua imbarcazione Raggio Verde 2, su cui si trovava insieme al figlio Alessandro e ad altre tre persone. La vittima era molto conosciuta ad Ancona, dove abitava in zona Adriatico ed era titolare di una società attiva nel settore delle forniture di dispositivi medici per strutture sanitarie, ma soprattutto era un grande appassionato di barca a vela, riporta Attuale.
Proprietario di un Grand Soleil di circa 13 metri dotato di tre cabine, Bruglia era solito organizzare viaggi in mare. Secondo la ricostruzione dell’incidente, durante la navigazione, è stato colpito improvvisamente dal boma della sua barca ed è caduto in acqua. Nel momento dell’incidente, l’imbarcazione procedeva a motore e il velista è stato risucchiato dal vortice dell’elica. L’impatto con quest’ultima gli è stato fatale, causando profonde ferite alla testa e alle braccia.
Inutile il coraggioso tentativo del figlio Alessandro, che si è tuffato nel disperato tentativo di salvare il padre. Questa tragedia ha sconvolto chi conosceva Bruglia come navigatore di grande esperienza. L’uomo solcava i mari da una vita e negli ultimi anni aveva anche lanciato una particolare iniziativa, un progetto di vacanze sostenibili in mare ideato durante il periodo della pandemia. Subito dopo l’incidente, l’imbarcazione è stata soccorsa dalla Guardia Costiera e condotta alla banchina 1 del porto dorico, dove ad attenderli erano due ambulanze della Croce Gialla, una della Croce Rossa e l’automedica del 118. Per Bruglia, però, non c’è stato nulla da fare: è giunto in porto già privo di vita.
Il figlio Alessandro, sotto choc, è stato trasportato all’ospedale di Torrette. Profondamente colpito dall’accaduto, Luigi Lanari, velista anconetano e amico della vittima, ha assistito al soccorso dell’imbarcazione. “Ci conoscevamo benissimo, quindici giorni fa eravamo stati in vacanza insieme sulla mia barca,” racconta Lanari. “Nel pomeriggio li avevo visti passare al largo del Passetto verso le 17 e li avevo chiamati per salutarli all’arrivo al porto di Marina Dorica. L’incidente dovrebbe essere avvenuto sotto costa; la Guardia Costiera ha avvicinato l’imbarcazione, poi è ripartita. Abbiamo saputo che la stessa imbarcazione aveva chiesto soccorso; il forte vento di scirocco la stava spingendo verso il largo e verso Falconara. Così siamo usciti per soccorrerli, ma quando siamo arrivati pensavamo a un’avaria meccanica, mai a una tragedia simile.”
Bruglia lascia un vuoto incolmabile tra familiari, amici e colleghi che lo ricordano come una persona solare. Navigava dagli anni Ottanta ed era un profondo conoscitore del mare. Quel mare che ieri, purtroppo, gli è stato fatale.
Giuseppe Poli
Che tragedia… La vela dovrebbe essere un momento di gioia, non di dolore. Non riesco a immaginare il dolore del figlio, che ha tentato di salvare il padre. La vita è così fragile e in un attimo può trasformarsi in qualcosa di terribile. Speriamo che il mare possa portare un po’ di pace a chi resta.