Accoglienza trionfale per Trump in Giappone e accordo sulle terre rare
Donald Trump ha ricevuto una calorosa accoglienza a Tokyo, segnando una delle tappe chiave del suo viaggio in Asia. In Giappone, il presidente americano è stato accolto dalla premier Sanae Takaichi, la prima donna a ricoprire tale carica nel Paese. Takaichi ha etichettato Trump come un «portatore di pace» e ha manifestato l’intenzione di candidarlo per il Premio Nobel, definendo il rapporto tra Giappone e Stati Uniti come una «rinascita dell’alleanza» tra le due nazioni, riporta Attuale.
Dopo i convenevoli, i due leader hanno formalizzato un accordo bilaterale mirato a «rafforzare la sicurezza e la resilienza delle catene di approvvigionamento di minerali critici e terre rare», rispondendo così alle recenti restrizioni imposte dalla Cina. Questo accordo è cruciale poiché entrambi i Paesi dipendono significativamente da queste risorse.
Trump ha descritto Takaichi come «una delle più influenti leader mondiali» e ha confermato l’impegno degli Stati Uniti nel mantenere un’alleanza forte e collaborativa. In segno di rispetto, la premier giapponese ha omaggiato il presidente americano con una mazza da golf appartenuta al defunto primo ministro Shinzo Abe e una sacca firmata dal golfista Hideki Matsuyama.
Successivamente, i due leader si sono recati alla base navale di Yokosuka, dove Trump ha tenuto un discorso di fronte a seimila soldati americani. Nel suo intervento, ha esaltato l’«amicizia indistruttibile» tra i due Paesi e ha ribadito la superiorità dell’esercito americano. Takaichi ha confermato la volontà di portare la spesa militare giapponese al 2% del PIL, definendo questo passo «responsabile e coraggioso», e ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’alleanza militare contro l’aggressione cinese nell’Indo-Pacifico.
Durante il discorso, Trump ha anche annunciato l’approvazione di un contratto per la fornitura di missili ai jet F-35 giapponesi, difendendo contemporaneamente gli attacchi militari contro le imbarcazioni nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Pacifico, criticando quelli che definisce «sinistra radicale» per le loro posizioni sugli incidenti descritti.
Non ha mancato di affrontare anche i temi interni: Trump ha evidenziato la sua preoccupazione per la sicurezza nelle città americane governate dai Democratici, minacciando di inviare ulteriori truppe se necessario. «Non si possono tollerare città in difficoltà», ha affermato, sottolineando la necessità di una risposta ferma.
Durante la sua visita, Trump ha incontrato anche le famiglie dei cittadini giapponesi rapiti dalla Corea del Nord, assicurando loro il sostegno degli Stati Uniti. Questo viaggio in Giappone segna un momento significativo in una missione diplomatica più ampia, mirante a instaurare intese commerciali con la Cina. Dopo Tokyo, Trump si dirigerà in Corea del Sud per un incontro previsto con il presidente cinese Xi Jinping, il suo primo colloquio ufficiale dal suo rientro alla Casa Bianca.
Ma dai, Trump in Giappone con tutte quelle fanfare? Sembra un show più che un incontro diplomatico. E questa storia del Premio Nobel? Davvero? Siamo messi così male? La premier giapponese che lo definisce portatore di pace sembra un po’ esagerato… Cmq, gli accordi sulle terre rare sono importanti per tutti noi, ma la sicurezza nelle città americane? Qui bisogna mantenere i piedi per terra, non usare la scusa della sicurezza per militarizzare ulteriormente.