Trump accusa Biden per l’economia in deterioramento, la sua popolarità scende sotto il 40%
Mercoledì sera, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto un discorso in TV in cui ha incolpato il suo predecessore Joe Biden per lo stato dell’economia statunitense, sostenendo di avere «ereditato un casino» e che soltanto grazie a lui adesso la situazione è migliorata. Questo discorso evidenzia la vulnerabilità di Trump sul tema, poiché il suo tasso di approvazione è in calo e, secondo alcuni sondaggi, è sceso sotto il 40 per cento, un valore molto basso per gli standard statunitensi, evidenziando le criticità nella sua gestione economica, riporta Attuale.
Il problema centrale per Trump si concentra attorno al concetto di affordability, traducibile come “accessibilità economica”, divenuto un termine chiave nella politica statunitense per indicare l’inflazione e il costo della vita. I sondaggi mostrano che la maggior parte degli statunitensi, sia sotto Biden che ora sotto Trump, ritiene che i prezzi di beni e servizi siano troppo elevati, con un conseguente aumento del malcontento.
Nella campagna elettorale per le presidenziali del 2024, Trump ha fatto grande leva sull’affordability, promettendo una riduzione dei prezzi se fosse tornato presidente. «Se l’affordability ti sta a cuore, VOTA REPUBBLICANO», affermava sui social. Tuttavia, da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, i prezzi non sono diminuiti; al contrario, il tasso d’inflazione è cresciuto leggermente rispetto agli ultimi mesi dell’amministrazione Biden, invertendo i ruoli nella narrativa economica.
Attualmente, sono i Democratici a focalizzarsi sulla questione dell’affordability. Zohran Mamdani è stato eletto sindaco di New York grazie a una campagna centrata proprio sui costi elevati. Le elezioni locali dello scorso novembre hanno visto i Democratici affermarsi, in gran parte attaccando Trump e i Repubblicani su questo tema. Al contrario, Trump ha recentemente adottato un approccio difensivo, dichiarando ai giornalisti: «Non voglio sentir parlare di affordability!» e denunciandola come «una truffa dei Democratici».
Per comprendere le difficoltà legate all’affordability, è cruciale analizzare lo stato attuale dell’economia statunitense. In realtà, gli ultimi dati mostrano che l’economia si sta comportando piuttosto bene, sorprendentemente per alcuni esperti. Il PIL dovrebbe crescere di circa il 2 per cento nel 2025, e la disoccupazione, seppur lievemente aumentata, rimane sotto controllo. Inoltre, i mercati finanziari stanno anche mostrando una ripresa sostenuta dopo un periodo di difficoltà.
Nonostante i dati globali sull’economia siano sostanzialmente positivi, il malcontento persiste. Secondo un recente sondaggio di Politico, il 46 per cento degli statunitensi considera il livello dei prezzi attuale il peggiore da quando ne hanno memoria. Questo include il 37 per cento degli elettori di Trump nel 2024. Solo il 31 per cento degli intervistati approva la gestione economica del presidente.
La disconnessione tra la salubrità dei dati macroeconomici e la percezione pubblica crea difficoltà per qualsiasi amministrazione. Anche se i dati macroeconomici indicano una buona performance economica, molti americani continuano a sentirsi insoddisfatti a causa della loro esperienza diretta dei costi elevati. Trump ha piuttosto alimentato queste aspettative, promuovendo l’idea che i prezzi fossero destinati a diminuire. Durante il suo discorso, ha inoltre affermato di aver ridotto il prezzo dei farmaci del 400 per cento, un’affermazione non supportata dai dati.
I politici Democratici, incluso Mamdani, hanno saputo legare le problematiche di accessibilità economica a una realtà più ampia, sottolineando le crescenti difficoltà per le famiglie nella vita quotidiana. Secondo l’American Compass, nel 1985 un lavoratore medio doveva lavorare 40 settimane all’anno per coprire le spese di una famiglia di quattro persone; nel 2020, tale numero è aumentato a 62 settimane, un chiaro indicativo della crescente pressione economica sulle famiglie americane.
Tuttavia, il calo della fiducia nell’amministrazione è notevole. Mentre il tasso di disoccupazione si mantiene relativamente stabilizzato, il numero di nuove assunzioni ha visto un abbassamento significativo nell’ultimo anno, con gli economisti che parlano di un “mercato del lavoro congelato”. Le politiche commerciali di Trump, in particolare, hanno portato a tariffe più elevate che, sebbene non abbiano ancora avuto un impatto devastante sull’economia, hanno colpito alcuni settori chiave come la manifattura e l’agricoltura, che occupano milioni di persone.
In definitiva, sebbene i sintomi economici non sembrino su una traiettoria di recessione immediata, l’economia mostra segni di stagnazione significativa. Le attuali sfide per Trump e il malcontento degli elettori potrebbero protrarsi nel tempo, complicando ulteriormente il suo mandato e la sua immagine pubblica.