Trump al Board of Peace: inaugurazione tra musica, cappellini e leader mondiali

20.02.2026 08:15
Trump al Board of Peace: inaugurazione tra musica, cappellini e leader mondiali

Trump inaugura il «Board of Peace» a Washington, invitando i leader mondiali a sorridere

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti ha inaugurato il suo «Donald J. Trump Institute of Peace» alle 8:59 del mattino, con la musica in sottofondo già avviata. Ha fatto il suo ingresso accompagnato dalla cover di «Gloria» di Umberto Tozzi, interpretata da Laura Branigan, proseguendo con brani di Andrea Bocelli e i Guns N’ Roses, riporta Attuale.

All’interno della sala circolare, l’atmosfera era dominata dal colore azzurro, con tre lunghe tavolate decorate con i nomi dei Paesi membri e osservatori, tra cui l’Italia, seduta tra la Repubblica Ceca e Israele. Le pareti erano adornate con scritte «Board of Peace» e «Trump Institute of Peace», avvolte da un logo dorato raffigurante gli Stati Uniti circondati da allori.

«Piace a tutti la musica?» ha chiesto Trump durante il momento della foto di gruppo, esprimendo l’auspicio che «dobbiamo sorridere perché ci sia un buon accordo». Sui tavoli, ogni ospite trovava un cappellino rosso con la scritta «USA», indossato con entusiasmo dal presidente della FIFA, Gianni Infantino, posando per i fotografi.

Nel suo intervento, Trump ha presentato i vari leader presenti, accogliendo con particolare attenzione il presidente paraguaiano Santiago Pena, di cui ha elogiato l’aspetto. In un passaggio controverso, ha dichiarato: «Non mi piacciono gli uomini giovani attraenti, le donne sì». Inoltre, ha notato che il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, avrebbe bisogno di «un buon pierre», a causa delle voci negative sul suo paese.

Parlando della Romania, ha elogiato gli immigrati in America, nonostante la preoccupazione per le deportazioni. Quando si è trattato del presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev, ha faticato a pronunciare il nome, affermando che nel suo Paese «tutto va bene, non ci sono problemi». Rivolgendosi al presidente del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, ha cercato invano di individuarlo, commentando: «È così ricco che può sedere dove vuole».

Trump ha poi incoraggiato attivamente i presenti a celebrare gli accordi di pace siglati. «Kosovo e Serbia!», ha esclamato, mentre la premier kosovara Vjosa Osmani si alzava in piedi, così come il ministro degli Esteri del Salvador. Ha sottolineato come i leader indiani, impossibilitati a partecipare di persona, stessero seguendo via Zoom: «Modi è molto eccitato», ha aggiunto.

Il presidente ha anche ribadito il desiderio di inglobare Russia e Cina nelle future trattative di pace, segnalando che diversi Paesi avrebbero ancora bisogno di approvazione parlamentare per poter unirsi al Board, senza però menzionare esplicitamente l’Italia. Nel successivo scambio informale, ha rimarcato che la Norvegia ospiterà il prossimo incontro, scherzando sulla possibilità di ricevere il Nobel della Pace, mentre gli organizzatori hanno specificato che si tratterà di un incontro del comitato per gli aiuti palestinesi ma non del Board itself.

Concludendo la riunione, Trump ha firmato vari accordi per i fondi e ha chiuso il suo intervento con un colpo di martelletto, mentre la musica dei Village People risuonava in sottofondo.

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