Trump annuncia il cambio di regime in Iran: “È la vostra unica chance per generazioni”

01.03.2026 08:35
Trump annuncia il cambio di regime in Iran: "È la vostra unica chance per generazioni"

L’attacco degli Stati Uniti in Iran: il cambio di regime come obiettivo dichiarato

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Il presidente Donald Trump ha dichiarato in un messaggio alla nazione che l’obiettivo degli Stati Uniti in Iran è il cambio di regime. In un messaggio di otto minuti diffuso tramite «Truth», Trump ha invitato gli iraniani a «prendere il controllo del governo», descrivendo l’attacco come un’azione preventiva motivata da «minacce imminenti». «Qui, voglio la libertà del popolo. Voglio una nazione sicura, ed è quello che avremo», ha sottolineato. Tuttavia, i suoi consiglieri non sembrano concordare sull’effettivo successo di questa strategia, riporta Attuale.

Trump ha giustificato la campagna militare come necessaria per difendersi, affermando che non si sta operando per il presente, ma per il futuro. Ha anche lasciato intendere che non intende inviare truppe sul campo, esplorando diverse «vie d’uscita» per il conflitto. «Potrei continuare a lungo e prendere il controllo di tutto oppure finire in due o tre giorni», ha dichiarato, aggiungendo che l’attacco è già un successo, prevedendo che l’Iran impiegherà anni per riprendersi.

Allo stesso tempo, la notizia della morte di Khamenei si è diffusa, sollevando questioni su chi guiderà ora l’Iran. Trump, interrogato sull’argomento, ha risposto con un tono sarcastico che a un certo punto gli iraniani lo contatteranno per chiedere chi preferisce come successore. In un messaggio successivo su Truth, ha descritto Khamenei come «una delle persone più malvagie della storia», promettendo che i bombardamenti continueranno per tutta la settimana.

Una guerra per scelta

Richard Haass ha descritto l’attacco come una «guerra per scelta», paragonandola all’intervento in Iraq del 2003. Secondo lui, non vi era un rischio imminente che giustificasse l’azione agresiva. Anche Israele etichetta l’operazione come un «attacco preventivo», una terminologia già utilizzata dai neocon in passato. I paralleli tra i discorsi di Trump e quelli di George W. Bush sorgono spontanei, in particolare per quanto riguarda le giustificazioni ad un intervento militare basato su minacce non verificate.

Nel video, Trump ha delineato le sue motivazioni storiche, citando eventi come la crisi degli ostaggi del 1979, l’attacco alle caserme statunitensi a Beirut nel 1983, e il presunto coinvolgimento dell’Iran negli attacchi di Al Qaeda nel 2000. Tuttavia, è emerso chiaramente che, nonostante la retorica su minacce urgenti, la sua decisione di usare la forza è stata influenzata soprattutto dalla mancanza di progressi nei negoziati.

Un’importante distinzione nel diritto internazionale riguarda la differenza tra attacco «preemptive» e «preventive». Mentre il primo riguarda il contrasto di una minaccia imminente, il secondo mira a prevenire un potenziale futuro attacco. Durante un briefing, i funzionari statunitensi hanno affermato che il presidente non aveva scelta, anche se non hanno fornito prove concrete di un attacco imminente da parte dell’Iran.

L’opinione pubblica e le conseguenze politiche

Una questione centrale è come l’opinione pubblica americana percepirà questo attacco e se ciò influerirà sulle elezioni di midterm. Trump aveva promesso di «porre fine alle guerre eterne» e tornare alla pace in Medio Oriente. Tuttavia, i suoi alleati repubblicani sembrano sostenere l’attacco, evidenziando una contraddizione tra le sue promesse elettorali e le attuali azioni militari.

Sondaggi recenti indicano una crescente approvazione alle politiche aggressive di Trump, con quasi la metà dei suoi sostenitori che appoggiano l’azione in Iran. Mentre la maggior parte dei repubblicani al Congresso ha applaudito l’attacco, vi è stata una forte opposizione da parte dei democratici e di alcuni repubblicani, come Thomas Massie e Rand Paul, che hanno criticato la mancanza di un preventivo consenso del Congresso.

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