Trump annuncia la strategia per rovesciare il regime iraniano durante l’attacco congiunto Usa-Israele

28.02.2026 10:55
Trump annuncia la strategia per rovesciare il regime iraniano durante l'attacco congiunto Usa-Israele

Trump annuncia un attacco mirato contro l’Iran, punta al rovesciamento del regime

Poco dopo l’inizio dell’attacco statunitense e israeliano contro l’Iran, nel primo mattino di sabato in Italia, il presidente Donald Trump ha caricato un video sul suo social Truth per confermare l’impegno degli Stati Uniti nella guerra e delineare l’obiettivo dell’operazione: il rovesciamento del regime attuale in Iran, guidato dall’ayatollah Ali Khamenei. Sebbene Trump non utilizzi esplicitamente il termine regime change, il contenuto del suo messaggio è inequivocabile, riporta Attuale.

Durante il suo intervento di più di otto minuti, Trump ha dichiarato che il regime iraniano rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti da 47 anni, a partire dalla cosiddetta “rivoluzione khomeinista” che ha instaurato una teocrazia in Iran e dato vita alla Repubblica Islamica. Il leader iraniano Ruhollah Khomeini, che ha guidato la rivoluzione, è stato il primo a ricoprire il ruolo di Guida suprema, mentre Khamenei è il suo successore.

In un passaggio cruciale, Trump ha rivolto un messaggio alla popolazione iraniana:

«Per molti anni avete chiesto l’aiuto dell’America, ma non l’avete ottenuto. Nessun presidente è stato disposto a fare ciò che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete. Vediamo come risponderete. L’America vi sostiene con una forza travolgente e una potenza devastante».

Trump ha esortato gli iraniani non solo ad appoggiare l’operazione militare contro il regime, ma anche a compiere azioni concrete. Anche se non specificando cosa, il senso del suo messaggio suggerisce un’aspettativa che si ribellino al regime, come hanno fatto in passato senza successo, e in particolare durante le massicce proteste di gennaio, represse con violenza e centinaia di morti. Potrebbe anche aspettarsi che avviino una rivoluzione.

Trump ha anche indirizzato un appello ai Guardiani della rivoluzione, la forza militare di élite dell’Iran, creata dopo il 1979 e che controlla le divisioni terrestri, navali e aeree, nonché l’arsenale missilistico del paese e la difesa delle strutture del programma nucleare. Trump ha chiesto loro, oltre a tutte le forze armate e alla polizia iraniana, di «lasciare le armi», promettendo «totale immunità» a chi lo farà. Coloro che non risponderanno a questo richiamo, ha avvertito, affronteranno «una morte certa».

Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lanciato un messaggio simile, affermando che l’attacco «creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino» per «liberarsi dal giogo della tirannia».

Attualmente, è difficile prevedere come si svilupperanno gli eventi e se la strategia di Trump e Netanyahu di stimolare una ribellione in Iran potrà rivelarsi efficace. Certamente, essa rappresenta un approccio nuovo rispetto all’ultima offensive contro l’Iran, avvenuta lo scorso giugno, quando Stati Uniti e Israele hanno colpito i siti nucleari iraniani per ridurre significativamente la capacità del regime di sviluppare armi nucleari. Gli attacchi odierni sono, però, molto più ampi e hanno già colpito diverse città iraniane e le strutture di comando del regime a Teheran.

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