Trump autorizza l’acquisto di petrolio russo mentre i costi del conflitto si intensificano

13.03.2026 17:15
Trump autorizza l'acquisto di petrolio russo mentre i costi del conflitto si intensificano

Trump: l’Iran vicino alla resa, ma i costi della guerra aumentano

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
WASHINGTON – Nessuno può predire le prossime mosse di Donald Trump riguardo all’Iran. Tuttavia, il presidente ha recentemente fatto dichiarazioni contrastanti, suggerendo che stia cercando una via d’uscita dal conflitto. Martedì, Trump ha affermato che “la guerra finirà «molto presto»”, ma 24 ore dopo, durante un incontro con i leader del G7, ha dichiarato che l’Iran è “ormai prossimo alla resa”, secondo quanto riportato da Axios. Tuttavia, ha anche concesso che l’affermazione del Pentagono sul fatto che “la guerra è solo «all’inizio»” potrebbe essere vera. In serata, Trump ha aggiunto che “la guerra sta procedendo «molto rapidamente»” e ha avvertito che “l’Iran pagherà un prezzo molto alto”, riporta Attuale.

Il costo dell’operazione militare, secondo i funzionari del Pentagono, ha superato gli 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni. Il senatore democratico Chris Coons ha avvertito che questo totale potrebbe aumentare, considerando anche “il costo per rimpiazzare le armi usate”, già stimato oltre i 10 miliardi di dollari.

Durante una visita in Ohio e Kentucky, Trump ha rassicurato i giornalisti sull’impatto economico della guerra, affermando che le preoccupazioni degli americani, emerse prima del conflitto, saranno rapidamente risolte. Tuttavia, il ministro dell’Energia Chris Wright ha specificato che “non ci sono carenze” nel mercato petrolifero occidentale, indicando che le difficoltà si trovano altrove, in Asia.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato l’autorizzazione per l’acquisto temporaneo di petrolio russo in transito. La Casa Bianca sta considerando di derogare temporaneamente alle normative sul trasporto marittimo per facilitare le spedizioni energetiche e agricole tra i porti statunitensi.

Trump ha anche sottolineato che “gli Stati Uniti sono il più grande produttore al mondo”, affermando che l’aumento dei prezzi del petrolio rappresenta un’opportunità economica. Tuttavia, ha ribadito il suo impegno a impedire che l’Iran acquisti armi nucleari, definendolo un “impero del Male”.

Il prezzo del petrolio ha registrato un aumento dell’8%, raggiungendo quasi i 100 dollari al barile. Nonostante le preoccupazioni, Wright ha ritenuto improbabile un picco a 200 dollari. Le esportazioni di elio, fondamentali per i semiconduttori in Corea del Sud, e la produzione di fertilizzanti nel Golfo sono state colpite dal conflitto.

Secondo analisi del New York Times, si prevede che Trump cercherà di uscire dalla guerra come un vincitore, ma la situazione complessa potrebbe compromettere la sua strategia. Il podcaster Joe Rogan ha commentato che la guerra in Iran è una “pazzia”, esprimendo il malcontento degli americani verso l’operato di Trump, che aveva promesso di terminare le guerre senza senso.

Se l’Iran costringerà gli Stati Uniti a concludere la guerra senza aver risolto in modo soddisfacente le questioni economiche e commerciali, Trump potrebbe affrontare una sconfitta significativa. Gli analisti indicano che la via d’uscita più probabile potrebbe vedere gli Stati Uniti ridurre la loro presenza nel Golfo ma mantenere il regime attuale in Iran.

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