Incontro tra Trump e Netanyahu: tensioni e promesse di pace in Medio Oriente
Il premier israeliano Netanyahu ha incontrato il presidente Trump a Mar-a-Lago, Florida, attirando l’attenzione del Medio Oriente sul piano per la pace nella regione. Durante l’incontro, Trump ha dichiarato: «Abbiamo portato la pace nella regione e penso che continuerà così», fissando disarmare Hamas come una priorità. Il presidente americano ha affermato: «Hamas dovrà disarmare in fretta», mentre ha avvertito l’Iran: «Se ci riproveranno col nucleare, lo faremo immediatamente», senza minimamente considerare l’idea di un cambio di regime. A Teheran è in atto un malcontento popolare, ma le forze di sicurezza non esitano a reprimere le manifestazioni, riporta Attuale.
Riguardo alla situazione a Gaza, Trump ha mostrato ottimismo: «La ricostruzione comincerà presto», citando il rispetto da parte di Israele dei termini della tregua. «Certo è un caos e Gaza è un posto complicato», ha aggiunto, esprimendo la speranza che si possano avviare miglioramenti nella sanità nella zona.
Durante il colloquio, Netanyahu ha mantenuto atteggiamenti distaccati, specialmente quando si è discusso della Turchia e del presidente Erdogan, dimostrando scetticismo. Trump ha anche accennato a una possibile grazia per Netanyahu da parte del presidente israeliano Isaac Herzog, sebbene questa promessa sia stata rapidamente smentita.
Trump si è vantato di aver liberato ostaggi, affermando che l’amministrazione Biden non era riuscita in quest’impresa. «Solo io e la mia squadra ci siamo riusciti», ha sostenuto, senza menzionare che un numero significativo di ostaggi era stato liberato grazie a una tregua negoziata durante la sua amministrazione.
Un altro punto cruciale sul tavolo è stata la Siria. Trump ha dichiarato di sperare in relazioni normalizzate, mentre Netanyahu ha sottolineato la necessità di mantenere la sicurezza nelle alture del Golan. «Vogliamo vedere la Siria sopravvivere», ha commentato Trump, dimenticando di considerare l’impassibilità del premier israeliano.
Infine, Trump ha toccato la questione di Hezbollah, affermando che l’organizzazione ha promesso di disarmare senza portare a termine l’impegno. «Vedremo», ha chiosato, suggerendo possibili intensificazioni delle operazioni militari israeliane contro il Libano.
Nonostante l’apparente intesa tra Trump e Netanyahu, emergono chiaramente tensioni strategiche. Il presidente americano sembra aver imposto la sua visione di una “prima pace in tremila anni”», mentre Netanyahu punta sulla supremazia regionale di Israele, anche a scapito delle relazioni con gli alleati arabi di Trump. Il Medio Oriente, ora più che mai, attende ulteriori sviluppi.