Trump e la Groenlandia: una questione di pretesa e geopolitica
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riaffermato la sua intenzione di acquisire la Groenlandia, suggerendo che la Danimarca sarebbe inadeguata a proteggere l’isola dalle ambizioni russe e cinesi. In una lettera al premier norvegese Jonas Gahr Støre, ha dichiarato: «Considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato più di 8 Guerre, non mi sento più obbligato a pensare puramente alla Pace, anche se sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America», riporta Attuale.
Trump ha messo in dubbio la legittimità della sovranità danese sulla Groenlandia, affermando: «La Danimarca non è in grado di proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un “diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti, solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa». Tuttavia, decine di accordi internazionali riconoscono la sovranità danese sull’isola, inclusi diversi trattati firmati dagli Stati Uniti nel XX secolo. Inoltre, un accordo del 1951 consente agli Stati Uniti di mantenere basi militari in Groenlandia, un fatto che contraddice le affermazioni di Trump.
Negli ultimi anni, Copenaghen ha investito miliardi di dollari nella difesa dell’Artico, includendo l’acquisto di ulteriori aerei F-35. Questo investimento ha portato la flotta danese a 43 unità, dimostrando l’impegno di Copenaghen nella sicurezza della regione.
Trump ha anche criticato i suoi alleati della NATO, affermando: «Ho fatto più di chiunque altro per la NATO sin dalla sua fondazione, e ora la NATO dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo completo e totale della Groenlandia».
La lettera di Trump è stata rivelata dalla PBS, che ha ottenuto il documento dopo che diverse ambasciate a Washington erano state informate del suo contenuto. Støre ha confermato di aver ricevuto la comunicazione in risposta a un messaggio in cui protestava contro le restrizioni commerciali imposte dalla Casa Bianca, scrutinando la necessità di un dialogo e di «de-escalation nello scambio di parole».
In un incontro alla Casa Bianca, Trump ha accolto la leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, consegnandole una medaglia di riconoscimento per la sua leadership. In risposta, il comitato del Nobel ha ribadito l’irrevocabilità delle onorificenze, confermando che la decisione di assegnare il premio è definitiva e non soggetta a cambiamenti.