Accordo di Pace: Una Lunga Maratona Negoziale per l’Inizio della Fine del Conflitto di Gaza
NEW YORK – L’annuncio di Donald Trump riguardante la «prima fase» dell’accordo di pace è giunto mercoledì al termine di una frenetica giornata di trattative condotta dai negoziatori Steve Witkoff e Jared Kushner, amico e genero del presidente, atterrati in Egitto alle 6:30 del mattino. «La giornata si è conclusa con un accordo alle 2:30 del mattino successivo: siamo andati avanti per 20 ore di seguito», hanno dichiarato due funzionari americani in un briefing con i giornalisti, riporta Attuale.
Durante la giornata, Trump ha fatto «almeno tre telefonate» ai membri della delegazione, chiedendo aggiornamenti sullo stato dei negoziati. Un momento cruciale, secondo i funzionari, è stato l’accordo di dividere l’intesa in due fasi, con il rilascio immediato degli ostaggi. Le fonti affermano che Hamas ha iniziato a considerare gli ostaggi più un fardello che un vantaggio nelle trattative, mentre Witkoff e Kushner si sono convinti che «Hamas ne avesse avuto abbastanza».
Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha riconosciuto l’importanza di un recente incontro tra Trump e i leader arabi e musulmani durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, definendolo «storico». Ha sottolineato che questo incontro ha creato una coalizione internazionale a supporto del piano di pace. La coalizione si è formata dopo quello che alcuni considerano un errore strategico del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che il 9 settembre aveva tentato di eliminare la leadership di Hamas in Qatar, suscitando malcontento nella regione.
All’Assemblea di New York, i leader arabi hanno presentato a Trump una lista di richieste da includere nel piano di pace per Gaza. Trump ha compreso che doveva agire per mantenere i rapporti con questi leader e ha colto l’opportunità di assicurarsi una vittoria diplomatica, convincendo Netanyahu a scusarsi con il Qatar e a rinunciare alla annessione della Cisgiordania.
Rubio ha attribuito parte del successo all’«ottima relazione» di Trump con i leader regionali, «forgiata» durante il viaggio in Medio Oriente a maggio. Questo viaggio ha visto Trump ricevere una risposta calorosa in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati, accompagnata da annunci di accordi d’affari miliardari per gli Stati Uniti.
Kushner, tornato a lavorare per il piano per Gaza dopo aver partecipato agli Accordi di Abramo, ha negoziato insieme a Witkoff. Durante questo periodo, ha fatto notizia un accordo da 55 miliardi di dollari in cui ha acquisito il gigante dei videogiochi Electronic Arts.
La persistenza di Trump attraverso «telefonate e incontri» è stata fondamentale: il presidente ha promesso di sostenere i punti dell’accordo, inclusi un cessate il fuoco e la fine del conflitto. Un successivo collegamento tra Trump e Hamas ha mostrato la sua strategia, dove non ha considerato una risposta ambigua come un rifiuto, esplorando piuttosto la possibilità di una situazione in cui le persone possano vivere a Gaza.
Trump ha espresso la sua fiducia nelle fasi future delle trattative, compresi disarmo e ritiri, credendo che questo possa portare a una pace duratura in Medio Oriente. Nonostante l’atmosfera divisiva negli Stati Uniti, molti concordano sul fatto che Trump abbia fatto un passo significativo verso un accordo di pace, già definito come un successo inaspettato. Anche senatori democratici e lo stesso Barack Obama hanno riconosciuto l’importanza dell’accordo, sebbene con la cautela di dover ora lavorare per una «pace duratura».
Come sottolinea The Economist, si tratta di un trionfo dello stile transazionale di Trump. Il presidente, soddisfatto, ha dichiarato di non voler più etichettare i media come fake news.