Trump e l’interesse per la Groenlandia: risorse e sicurezza nazionale al centro del dibattito

06.01.2026 18:25
Trump e l'interesse per la Groenlandia: risorse e sicurezza nazionale al centro del dibattito

Trump mira alla Groenlandia: reazioni in Europa

Negli ultimi giorni, Donald Trump e diversi membri della sua amministrazione hanno riacceso il dibattito sull’annessione della Groenlandia, paragonandola al Venezuela come potenziale prossimo obiettivo militare. Questi commenti hanno suscitato una forte reazione da parte dei principali paesi europei, che hanno espresso il loro sostegno per la Danimarca, la quale detiene la sovranità sull’isola, e hanno evidenziato il pretesto utilizzato da Trump riguardo alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, come riportato Attuale.

Le motivazioni di Trump sono legate non solo a questioni geopolitiche, ma anche a interessi economici. La Groenlandia possiede ingenti riserve di metalli rari, fondamentali per i settori tecnologico ed energetico. Secondo il Dipartimento di Stato statunitense, l’isola ha conoscenze sotterranee di circa 43 dei 50 materiali considerati critici, nonché 25 dei 34 identificati dalla Commissione Europea.

Recenti analisi hanno suggerito un parallelismo tra la Groenlandia e il Venezuela, con i metalli rari al posto del petrolio, che rappresentano il centro degli interessi statunitensi in quest’ultimo paese. I giacimenti groenlandesi sono particolarmente attraenti, poiché perlopiù intatti, ma la loro esplorazione presenta notevoli difficoltà.

I giacimenti si trovano sotto spesse coltri di ghiaccio, il clima ostile limita le ricerche e le infrastrutture nel paese sono carenti, con solo due miniere attive attualmente. L’isola, la più grande del mondo, ha una popolazione ridotta, con circa 57.000 abitanti, molti dei quali vivono in città disperse lungo le coste, difficilmente accessibili via terra.

La gestione delle risorse minerarie ha assunto un’importanza politica crescente negli ultimi anni. Il governo ambientalista precedente aveva vietato le ricerche di petrolio, opponendosi all’estrazione nel giacimento del monte Kuannersuit, noto per le sue riserve di metalli rari e uranio. Il nuovo governo, insediato a fine marzo, ha mostrato un’apertura moderata verso nuove esplorazioni, ma le ingerenze di Trump hanno unito la politica locale a difesa della sovranità nazionale, riavvicinandola alla Danimarca.

Per quanto riguarda la sicurezza nazionale, Trump ha dichiarato che la Groenlandia è essenziale per gli Stati Uniti, accusando la Danimarca di incapacità di proteggerla efficacemente. Nonostante ciò, la Danimarca ha annunciato piani di potenziamento delle forze armate, smentendo le affermazioni di Trump sul fatto che stia solo aumentando la propria capacità con mezzi ridotti. Gli investimenti previsti includono l’acquisto di navi pattugliatrici e aerei da guerra, un impegno sostanziale dato il numero limitato di abitanti del paese.

Inoltre, gli Stati Uniti già mantengono una base aerea in Groenlandia, esercitando un controllo considerevole sull’area in virtù di un accordo del 1951. La narrativa di Trump appare quindi come un’esagerazione della vulnerabilità dell’isola, poiché esistono canali per collaborare alla sicurezza senza doverla sottoporre al controllo diretto degli Stati Uniti.

Recentemente, l’amministrazione Trump ha intensificato l’interesse per la Groenlandia, nominando un inviato speciale e intraprendendo operazioni per influenzare la politica locale, tutte azioni che hanno incontrato resistenze. I cittadini groenlandesi, infatti, mostrano una netta opposizione all’idea di annessione, con sondaggi che evidenziano una prevalente preferenza per la sovranità, tema già dibattuto alla luce della storia coloniale danese.

La questione della Groenlandia e delle sue risorse rimane così un argomento cruciale nei rapporti internazionali, con l’Europa che si sta coalizzando per proteggere la sua sovranità. La discussione è destinata a proseguire mentre l’amministrazione Trump continua a spingere sui suoi obiettivi geo-economici e di sicurezza nella regione.

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