Israele approva passaggio al 4G per operatori palestinesi in Cisgiordania
Il governo di Israele ha approvato il passaggio dalla tecnologia 3G a quella 4G per la connessione dati sulle reti cellulari degli operatori telefonici palestinesi in Cisgiordania, un territorio che Israele occupa illegalmente attraverso la costruzione di colonie. Questo sviluppo, sebbene possa sembrare marginale, è emblematico del controllo di Israele sul territorio e sulla popolazione palestinese, riporta Attuale.
Israele limita la libertà di movimento dei palestinesi con checkpoint e strade interdette, estendendo così notevolmente i tempi di spostamento. Queste restrizioni danneggiano l’economia della Cisgiordania e, a seguito dell’inizio della guerra a Gaza, è stato vietato l’ingresso a circa 100mila lavoratori palestinesi. Tale contesto evidenzia la disparità tra le connessioni fornite dagli operatori israeliani, che offrono servizi più veloci, inclusa la tecnologia 5G, rispetto a quelle palestinesi.
Il passaggio al 4G è stato previsto da un accordo del 2022 tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese, ma secondo i media israeliani, è stato rinviato a causa della guerra a Gaza, dove l’unica connessione disponibile è quella 2G, notevolmente più lenta. L’implementazione del 4G richiederà circa sei mesi, durante i quali la società svedese Ericsson fornirà le antenne necessarie che saranno utilizzate dagli operatori Jawwal e Ooredoo.
Ma che assurdità… Passare al 4G sembra una cosa positiva, ma in realtà è solo un’altra manovra per mantenere il controllo. Ai palestinesi non serve la tecnologia se la loro libertà e dignità vengono calpestate. E noi qui a perderci nei nostri problemi quotidiani, mentre là si vive l’inimmaginabile.