Trump minaccia bombardamenti in Iran, potenziali violazioni del diritto internazionale
Negli ultimi giorni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la sua intenzione di bombardare infrastrutture civili in Iran, suscitando preoccupazioni internazionali riguardo a possibili crimini di guerra. Ha dichiarato che intende colpire centrali elettriche e ponti, promettendo di trasformare la vita nel paese «in un inferno», riporta Attuale.
Trump ha in precedenza minacciato di riportare l’Iran «all’età della pietra» e ha confermato di voler distruggere anche impianti di desalinizzazione, che forniscono acqua potabile, un bene fondamentale secondo il diritto internazionale. Malgrado tale normativa, che limita i suoi attacchi, Trump sembra intenzionato a ignorerla.
La settimana scorsa, gli Stati Uniti hanno bombardato un grande ponte nei pressi di Teheran, un attacco che ha causato la morte di almeno 13 civili, secondo le autorità iraniane. Trump ha espresso soddisfazione sui social media, avvertendo che «ce ne saranno molti altri!». Questi episodi sollevano interrogativi sulla legittimità delle sue azioni e sulla norma internazionale, storicamente rispettata dagli Stati Uniti.
Il bombardamento di una scuola nella città di Minab, costato la vita a 175 persone, per lo più minori, rappresenta un altro grave caso. Analisi indipendenti indicano che l’attacco è stato il risultato di negligenza nei processi di intelligence, costituendo una chiara violazione del diritto internazionale. Mentre l’amministrazione Trump ha tentato di distaccarsi dalla responsabilità, la retorica aggressiva del presidente sembra normalizzare l’idea di crimini di guerra.
Inoltre, Trump ha affondato una nave da guerra iraniana, commentando che sarebbe stato possibile abbordarla ma che sottolineare il divertimento era più interessante, un atteggiamento che, sebbene possa sembrare uno scherzo, è inaccettabile per un presidente degli Stati Uniti.
Anche l’Iran ha bombardato obiettivi civili in diversi paesi arabi, compiendo potenziali crimini di guerra, così come Israele, che ha colpito infrastrutture civili in Libano e Iran.
Tradizionalmente, i presidenti americani hanno mantenuto un rispetto formale nei confronti del diritto internazionale, anche se hanno spesso violato tali norme. L’approccio di Trump, tuttavia, sembra promuovere una guerra senza regole, minando le fondamenta del diritto internazionale stesso.
Il segretario alla Difesa, Peter Hegseth, sostenitore di questa modalità di azione militare, ha affermato che non ci sarà pietà per i nemici. Questo tipo di retorica è esplicitamente vietata dai manuali del Dipartimento della Difesa. La situazione si complica ulteriormente dal momento che Hegseth ha licenziato vari dirigenti dei team legali militari, segnando un cambiamento preoccupante nella conduzione delle operazioni militari statunitensi.