Trump non è il primo presidente americano a volere la Groenlandia, ossessione di Washington da 200 anni

19.01.2026 13:25
Trump non è il primo presidente americano a volere la Groenlandia, ossessione di Washington da 200 anni

Trump e la Groenlandia: Un’ossessione Americana di Due Secoli

NEW YORK – Donald Trump non è stato il primo presidente americano a volere la Groenlandia. Quest’isola, desolata e ghiacciata, è un’ossessione a Washington da oltre 200 anni, con ripetuti tentativi di acquisizione e negoziati segreti. Altri presidenti, da James Madison nel 1814 a Franklin Delano Roosevelt negli anni ’70, hanno manifestato interesse per il controllo di questo territorio strategico, senza però mai ottenere una risposta positiva dalla Danimarca, riporta Attuale.

Nel corso della storia, la Groenlandia è diventata un tema di sicurezza geopolitica per gli Stati Uniti, ritenuta essenziale per l’accesso a risorse naturali cruciali per la sicurezza economica. L’interesse americano è emerso in modo costante, a partire da Madison, passando per Adrew Johnson nel 1876 e William Taft nel 1910, fino ad arrivare ai negoziati condotti da Truman nel 1946 e la proposta di acquisto di 100 milioni di dollari, sempre rifiutata dalla Danimarca.

Tra il 1953 e il 1959, durante la Guerra Fredda, il presidente Dwight Eisenhower avviò l’operazione Blue Jay, stabilendo una base militare a Thule. In caso di conflitto, gli USA dimostrarono di poter esercitare il controllo operativo sulla Groenlandia, malgrado non ne avessero mai formalmente acquisito la proprietà. Questo scenario mostra come gli interessi strategici possano prevalere sulla proprietà legale.

Donald Trump, durante la sua presidenza, ha ripreso questa tradizione di interesse per la Groenlandia, influenzato dal suo amico Ronald Lauder, che gli ha fatto notare l’importanza strategica dell’isola. Lauder ha stimolato l’ego di Trump, suggerendo che nessun presidente prima di lui era riuscito a conquistare questo obiettivo. Questo ha reso il negoziato con la Danimarca imprevedibile, poiché l’ego di Trump potrebbe condurlo a un conflitto, simile all’errore di Putin in Ucraina.

La risposta dell’Unione Europea alle minacce di Trump è stata ferma, con avvertimenti su ritorsioni economiche e la necessità di una linea dura, data la possibile tentazione russa di estendere le proprie mire territoriali. Storicamente, gli Stati Uniti hanno cercato di rispettare le decisioni danesi, un approccio che contrasta nettamente con l’atteggiamento rivendicativo di Trump. Nonostante le consultazioni di vari presidenti, né Roosevelt né Eisenhower avrebbero mai considerato l’opzione di minacciare un conflitto per ottenere il controllo della Groenlandia.

Il rifiuto della Danimarca di vendere l’isola e la successiva decisione di non concedere il controllo militare agli USA rimarcano l’importanza della diplomazia e della cooperazione internazionale. Anche se negli anni ’70 furono avanzate altre proposte per l’acquisizione della Groenlandia, come quelle di Nelson Rockefeller, l’enfasi è sempre rimasta sul rispetto della sovranità danese.

In sintesi, l’interesse per la Groenlandia si è evoluto attraverso una serie di presidenti americani che hanno sempre avuto come priorità la sicurezza e le risorse, senza però mai riuscire a ottimizzare tali aspetti attraverso un accordo con la Danimarca. La gestione delle relazioni con i Paesi nordici rimane un tema delicato per l’amministrazione americana e un banco di prova per la diplomazia moderna.

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