Trump rinvia l’ultimatum all’Iran mentre la guerra in Medio Oriente continua
Il ventiquattresimo giorno di guerra in Medio Oriente ha visto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, decidere di rinviare l’ultimatum all’Iran che era stato annunciato sabato, riporta Attuale.
Trump aveva dato all’Iran 48 ore di tempo per riaprire lo stretto di Hormuz, minacciando attacchi contro le infrastrutture energetiche del paese in caso contrario. Tuttavia, ha scelto di posticipare di cinque giorni eventuali attacchi, affermando che ci siano state “conversazioni buone e produttive” sulla “risoluzione completa e totale” delle ostilità in Medio Oriente.
Riguardo a questi negoziati, però, si conosce poco e l’Iran ha persino negato la loro esistenza. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha definito le dichiarazioni di Trump come “fake news” tese a “manipolare” i mercati finanziari e a “fuggire dal pantano” in cui gli Stati Uniti si sono cacciati insieme a Israele.
Nel frattempo, lo stretto di Hormuz rimane chiuso per la maggior parte delle navi, con l’Iran che concede solo rare eccezioni per quelle che trasportano petrolio iraniano, principalmente dirette verso paesi asiatici e come India, Cina o Pakistan, che non vengono considerati ostili.
Le ostilità continuano con attacchi reciproci: Israele ha bombardato l’Iran colpendo una delle principali sedi delle Guardie della rivoluzione, e ha intensificato i suoi attacchi in Libano, colpendo vari ponti sul fiume Litani. Il quartier generale della missione ONU nel sud del Libano è stato colpito da un ordigno, presumibilmente lanciato da Hezbollah.
Dopo le dichiarazioni di Trump sui negoziati, il prezzo del petrolio è leggermente sceso, con il Brent quotato attualmente intorno ai 96 dollari al barile, dopo aver superato i 110 dollari nei giorni scorsi.
Nonostante il calo dei prezzi, la situazione rimane critica. Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’Energia, durante un evento a Canberra, ha affermato che la crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente è “peggiore” delle due crisi petrolifere degli anni Settanta messe insieme, ovvero quelle del 1973 e del 1979.