Accordo tra Trump e Vucic: protesta contro la demolizione del Generalštab a Belgrado
Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha siglato un accordo con Donald Trump per la costruzione di un imponente hotel a Belgrado, ma il piano ha suscitato forti contestazioni da parte di nazionalisti serbi. La demolizione del Generalštab, un palazzo simbolo dell’antiamericanismo e delle tradizioni militari serbe, è al centro di una crescente indignazione, riporta Attuale.
Il progetto prevede la costruzione di un hotel da 500 milioni di dollari, con 175 stanze e 1.500 appartamenti di lusso. Vucic ha giustificato l’iniziativa affermando che questa operazione migliorerà le relazioni con gli Stati Uniti, ma l’opposizione accusa il governo di svendere la storia del paese a favore di casinò e strutture di lusso.
La questione non è nuova: già nel 2020, durante l’amministrazione Trump, serbi e kosovari erano stati convocati a Washington per discutere un pre-accordo di pace. Secondo i critici, il piano di demolizione del Generalštab non è altro che un ulteriore esempio dell’arroganza americana nella regione, evocando memorie dolorose del passato.
Il coinvolgimento di Jared Kushner, genero di Trump, nella realizzazione dell’hotel e la ristrutturazione del palazzo ha sollevato preoccupazioni riguardo ai conflitti d’interesse. Critiche sono giunte anche da oppositori di Vucic, che vedono nel progetto un tentativo del presidente serbo di consolidare il proprio potere attraverso alleanze discutibili.
La demolizione del Generalštab è già stata segnata da proteste nazionaliste, con manifestanti che affermano: «Salviamo la nostra storia». Questo malcontento si riversa su Vucic, accusato di tradire il paese e la sua memoria. Mentre i lavori sono attesi a breve, la questione solleva interrogativi fondamentali sulle scelte della Serbia nel contesto geopolitico contemporaneo.