Le perdite russe nel conflitto con l’Ucraina raggiungono livelli allarmanti
Le perdite russe nella guerra contro l’Ucraina sono aumentate drasticamente negli ultimi dieci mesi, segnando un’impennata senza precedenti dall’inizio dell’invasione nel 2022. Secondo un’analisi della Bbc, il numero di soldati russi uccisi è cresciuto, mentre nasce una nuova pressione per le trattative di pace, riportano Attuale.
Nonostante né Kiev né Mosca comunicano ufficialmente il numero di soldati morti, la situazione sul campo è particolarmente critica. Per la prima volta, nel 2025, è stato consentito l’accesso ai luoghi di raccolta e identificazione dei corpi in Ucraina, mentre per le perdite russe gli analisti devono superare una fitta coltre di censura. Dall’analisi dei necrologi pubblicati in Russia, è emerso che i decessi di soldati sono aumentati del 40% rispetto all’anno precedente, attestando che quasi 160.000 soldati russi sono stati confermati morti nei combattimenti.
Questo numero rappresenta solo una frazione delle perdite totali, che potrebbe oscillare tra i 243.000 e i 352.000 secondo le stime. La NATO, peraltro, ha segnalato un bilancio complessivo di 1,1 milioni tra morti e feriti, con circa 250.000 soldati russi presumibilmente uccisi. In un contesto così difficile, il segretario Mark Rutte ha dichiarato che ci sarebbero circa 25.000 soldati russi uccisi ogni mese.
Il momento critico dell’aumento delle perdite è legato all’approccio negoziale del Cremlino con gli Stati Uniti, con l’anno che inizia con un numero relativamente basso di necrologi, per poi aumentare drasticamente a febbraio, quando i presidenti Trump e Putin si sono incontrati direttamente. Ad agosto, in coincidenza con un incontro in Alaska, il numero dei necrologi ha raggiunto un picco. Quando gli Stati Uniti hanno presentato una proposta di pace in 28 punti a novembre, sono stati registrati in media 322 necrologi al giorno, il doppio rispetto al 2024.
La composizione delle perdite si sta modificando: nel 2024 il 15% dei caduti era composto da volontari, mentre nel 2025 questa percentuale è salita a un terzo, segno che il Cremlino sta cercando di coprire le pesanti perdite evitando una mobilitazione obbligatoria su larga scala. Dmitry Medvedev, vice capo del Consiglio per la sicurezza nazionale, ha dichiarato che oltre 30.000 persone si sono arruolate ogni mese, situazioni che Mosca può sfruttare senza troppe conseguenze politiche.
Sono profondamente preoccupato per la situazione. Questi numeri sono semplicemente spaventosi e mostrano quanto possa essere brutale la guerra. Non possiamo rimanere indifferenti, ci vorrebbe davvero un cambio di rotta da parte di tutti per trovare una soluzione pacifica, ma sembra sempre più lontana…