Un generale tedesco avverte: la Russia potrebbe attaccare la NATO entro il 2029

08.11.2025 18:15
Un generale tedesco avverte: la Russia potrebbe attaccare la NATO entro il 2029
Un generale tedesco avverte: la Russia potrebbe attaccare la NATO entro il 2029

Avvertimento da parte del comando operativo tedesco

Il 7 novembre 2025, il tenente generale Alexander Sollfrank, capo del Comando Operativo Congiunto della Germania, ha dichiarato che la Russia potrebbe essere in grado di lanciare un attacco su larga scala contro i 32 membri della NATO già nel 2029, se continuerà ad aumentare il proprio arsenale militare. Ha aggiunto che Mosca dispone già oggi delle capacità necessarie per un attacco limitato contro il territorio dell’Alleanza, con la decisione finale che dipenderà dalla determinazione dei paesi occidentali.
Reuters e Eurointegration hanno riportato che, secondo Sollfrank, la Russia mantiene un considerevole potenziale militare nonostante le perdite subite in Ucraina.

Capacità militari russe e scenari di rischio

Il generale ha sottolineato che le forze aeree russe restano potenti, le forze nucleari e missilistiche non sono state danneggiate, e la Russia intende espandere il proprio esercito a 1,5 milioni di soldati. Le forze terrestri, pur avendo subito perdite, possiedono abbastanza carri armati per un’offensiva limitata. Sollfrank ritiene che una possibile decisione russa di attaccare la NATO dipenderà da tre fattori chiave: potenza militare, esperienza di combattimento e leadership politica.

La guerra ibrida e la strategia di intimidazione

Secondo Sollfrank, le tattiche di guerra ibrida del Cremlino – inclusi attacchi con droni, disinformazione e minacce nucleari – fanno parte di una strategia più ampia volta a testare la resilienza della NATO. Il generale ha descritto questa come una “guerra di intimidazione”, con l’obiettivo di generare incertezza, paura e danni, oltre a spiare e valutare la reazione dell’Alleanza.

Reazioni europee e la nuova linea di difesa

Durante una visita in Estonia, il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha dichiarato che l’Unione Europea deve prepararsi a una lunga fase di isolamento della Russia, anche dopo la fine della guerra in Ucraina. Ha insistito sulla necessità di rafforzare la sicurezza nel Mar Baltico, dove la presenza NATO non è mai stata così forte, e di sostenere l’Ucraina a lungo termine per mantenere la stabilità regionale.

Le regioni più vulnerabili e la risposta NATO

Gli analisti del NATO e dell’Istituto per lo Studio della Guerra (ISW) avvertono che la Russia sta già conducendo la cosiddetta “fase zero” del conflitto, mirata alla destabilizzazione dell’Europa. Le aree più esposte a una possibile offensiva sono i Paesi baltici e la Polonia, con particolare attenzione al corridoio di Suwałki, che collega la Lituania alla Polonia e rappresenta un punto strategico per il collegamento tra Kaliningrad e la Bielorussia. La NATO ha già rafforzato la propria presenza militare nella regione baltica e in Polonia, schierando ulteriori gruppi di combattimento per dissuadere qualsiasi tentativo russo di aggressione.

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