Il 19 dicembre 2025 è emerso che il potenziale acquirente del centro commerciale fallito Zsar, situato nel comune di Virolahti vicino al valico di Vaalimaa al confine con la Russia, è Viktor Ignatyev, un uomo d’affari con legami con l’entourage più stretto di Vladimir Putin. La notizia ha attirato l’attenzione delle autorità e degli osservatori sulla capacità della Finlandia di monitorare investimenti considerati sensibili in aree strategiche, come riportato dal servizio di Yle sul possibile acquisto del centro commerciale Zsar.
Ignatyev è cittadino russo ma possiede anche la cittadinanza tedesca, un dettaglio che gli consente di operare legalmente nel mercato immobiliare finlandese. La Finlandia ha infatti vietato le transazioni immobiliari ai cittadini russi per motivi di sicurezza nazionale, ma l’interdizione non si applica a chi detiene anche un passaporto di un Paese dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.
Il contesto giuridico e il silenzio delle autorità
Il ministero della Difesa finlandese ha scelto di non commentare l’operazione legata a Zsar, sottolineando la delicatezza del caso. Questa cautela riflette le difficoltà nel bilanciare apertura economica e sicurezza in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti.
La normativa vigente, pur introducendo restrizioni significative, presenta margini che possono essere sfruttati da investitori con doppia cittadinanza. Questo quadro giuridico rende complesso per lo Stato intervenire preventivamente anche quando emergono dubbi sulle connessioni politiche o economiche dei potenziali acquirenti.
Legami con oligarchi sanzionati e strutture societarie
Ignatyev è stato associato in passato al settore immobiliare russo e ha ricoperto ruoli di rilievo nella società Tandem-Estate. I suoi rapporti includono collegamenti con Gennady Timchenko, uno degli oligarchi più ricchi della Russia, inserito nelle liste di sanzioni di Unione europea e Stati Uniti per la sua vicinanza al presidente russo.
Nel 2022 la proprietà di Tandem-Estate è stata trasferita dal Lussemburgo alla Russia, un passaggio che ha rafforzato i sospetti sulla natura e sulla trasparenza dei capitali coinvolti. All’epoca Ignatyev deteneva circa un terzo delle quote, mentre il resto apparteneva al suo socio Vladimir Pinchuk.
Intermediari locali e reti di influenza
Le attività finlandesi di Ignatyev sono gestite attraverso la società Datatriumnord, seguita da Igor Rokka, esperto immobiliare con un passato nelle istituzioni russe. Rokka ha lavorato in precedenza presso il ministero dell’Economia della Repubblica di Carelia e, tra il 2008 e il 2016, nella rappresentanza commerciale russa in Finlandia con il nome di Igor Titov.
Divenuto cittadino finlandese nel 2021, Rokka rappresenta nel Paese gli interessi di numerosi proprietari immobiliari russi. Questo tipo di intermediazione consente agli investitori di mantenere un profilo meno visibile, riducendo l’attenzione diretta sulle origini dei capitali e sui legami politici.
Zsar, da progetto commerciale a nodo strategico
Il centro commerciale Zsar è stato inaugurato nel 2018 con l’obiettivo di attirare turisti russi benestanti. Tuttavia, il progetto ha incontrato difficoltà già prima della pandemia di COVID-19 e ha subito un colpo decisivo con la chiusura delle frontiere e l’interruzione del turismo russo a causa della guerra in Ucraina. La struttura è fallita alla fine del 2022.
La sua posizione immediatamente a ridosso del confine russo conferisce però al complesso un valore che va oltre la dimensione commerciale. Secondo diversi analisti, immobili di questo tipo possono trasformarsi in punti di presenza a lungo termine, utili per attività di raccolta di informazioni o supporto logistico nelle regioni di frontiera.
Sicurezza nazionale e necessità di nuove misure
Il caso Zsar evidenzia i limiti delle attuali misure di controllo sugli investimenti immobiliari legati alla Russia. Pur avendo introdotto restrizioni formali, la Finlandia si trova di fronte a una realtà in cui il doppio passaporto e l’uso di intermediari locali riducono l’efficacia dei divieti.
Esperti di sicurezza sottolineano la necessità di strumenti aggiuntivi per verificare l’origine dei capitali e le connessioni politiche degli investitori. Un rafforzamento dei controlli e la chiusura delle lacune normative vengono indicati come passaggi essenziali per limitare il rischio di influenza russa attraverso il settore immobiliare in un Paese membro di UE e NATO.