Palmoli, 20 dicembre 2025 – Il destino dei bambini del bosco è caratterizzato da una duplice realtà: da un lato, la delusione di non poter trascorrere il Natale nella casa famiglia di Vasto come speravano, e dall’altro, la speranza di un futuro riavvicinamento con il padre Nathan Trevallion. La madre è presente nella struttura e può vedere i figli in determinati momenti della giornata, a condizione che rispettino gli obblighi relativi a istruzione, socialità, sanità e igiene. Nonostante la situazione attuale, ci sono prospettive di miglioramento, riporta Attuale.
Per garantire questi requisiti fondamentali, il sindaco di Palmoli ha avviato un progetto formativo legato all’istruzione primaria per i tre bambini, una questione che ha suscitato l’attenzione dell’amministrazione locale fin dall’inizio della vicenda. Il piano prevede lezioni domiciliari al mattino e doposcuola con altri coetanei nel pomeriggio, come spiegato dal primo cittadino.
Il ‘progetto scuola’ per i 3 bambini
Il sindaco Giuseppe Masciulli ha infatti collaborato con una insegnante locale per implementare un programma educativo che comprende lezioni domiciliari il mattino e doposcuola con altri coetanei nel pomeriggio. “Non abbiamo accesso al fascicolo elettronico del Tribunale – ha dichiarato Masciulli – ma ho contattato gli avvocati, la tutrice e la curatrice del Tribunale, tutti hanno preso atto dei miglioramenti”. La tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino, è in contatto con il Comune riguardo il progetto educativo dei bambini. “Le lezioni domiciliari e il doposcuola rientrano in un unico progetto che presenteremo al tribunale al momento dell’ordinanza” ha aggiunto il sindaco.
“Siamo fiduciosi – ha detto Masciulli –. Non avevamo molte speranze sulla Corte d’Appello, ma il provvedimento evidenzia tutti i miglioramenti che ci sono stati e rimanda al Tribunale dei minorenni il fatto che le criticità emerse si stiano risolvendo”. Ha anche sottolineato che i genitori hanno autorizzato vaccini, visite sanitarie, e supporto per l’istruzione proposto dal comune.
Perché i bambini non sono ancora tornati a casa
La questione del ritorno a casa dei bambini si concentra su due aspetti principali: istruzione e socialità. Questi temi sono stati centrali nella decisione dei giudici dell’Aquila sul ricorso contro l’ordinanza di sospensione della responsabilità genitoriale di Nathan e Catherine. Gli assistenti sociali hanno tenuto sotto osservazione i bambini nella casa famiglia di Vasto, dove la madre può vederli tre volte al giorno. Sebbene siano stati registrati dei miglioramenti, la situazione rimane critica, con un scarso grado di alfabetizzazione e poca igiene personale.
Le “deprivazioni” legate alla loro precedente vita in un contesto socio-ambientale difficile hanno reso le relazioni con i servizi sociali complesse. Inizialmente, i bambini erano restii alla doccia e all’uso di prodotti igienici, e mostrano curiosità per oggetti quotidiani come il soffione della doccia. Tuttavia, l’aspetto più rilevante per i giudici rimane l’istruzione.
Secondo la tutrice, i minori “non sanno leggere e stanno imparando l’alfabeto”, mentre la più grande ha dimostrato di sapere scrivere il suo nome sotto dettatura. I legali della famiglia avevano recentemente negoziato con un’insegnante privata, ma finora non è stato raggiunto un accordo formale sul supporto educativo. I giudici intendono garantire il diritto alle relazioni dei bambini, elemento che ha portato all’ordinanza di allontanamento, la cui revisione è ora attesa.