Il Giubileo dei Giovani: Un Appello di Speranza e Giustizia
“Cari giovani, dopo aver camminato, pregato e condiviso questi giorni di grazia, ci ritroviamo per vegliare insieme”. Con queste parole, Papa Leone XIV si è rivolto a un milione di ragazzi e ragazze accorsi a Roma, in un evento caratterizzato da bandiere, emozioni e musica. Nella tanto attesa giornata del Giubileo dei Giovani, sotto un cielo nuvoloso, un lungo serpentone di pellegrini provenienti da ogni angolo del pianeta ha affollato l’area di Tor Vergata per partecipare alla veglia di preghiera guidata dal Pontefice, giungendo da 146 paesi, tra cui nazioni martoriate da conflitti come Gaza, Siria, Myanmar, Iran, Sud Sudan e Ucraina, riporta Attuale.
Fra Jhonny Jallouf, alla guida di un gruppo di 25 giovani di Gerusalemme, ha raccontato delle difficoltà affrontate: “Siamo partiti da Gerusalemme. Dovevamo essere di più, ma molti giovani hanno rinunciato a causa della guerra di marzo con l’Iran”. La testimonianza di padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, sottolinea ulteriormente il cammino difficile per portare i cristiani dalla Siria e dalle altre regioni della Terra Santa a Roma. Tra i presenti, diversi giovani coreani, in vista della Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà nel loro paese nel 2027, e ragazzi americani, fieri di vedere il primo Papa statunitense. “Arriviamo dal Perù e salutare Leone è speciale”, ha detto Jesus Colqepisco, proveniente da Lima. Un’atmosfera di festa pervade l’evento, con balli, canti e giochi tutti riuniti nello stesso luogo dove, 25 anni fa, Giovanni Paolo II pregò con i giovani.
La premier Giorgia Meloni ha condiviso un video in cui ricorda la straordinaria notte di preghiera di quel lontano evento, esortando i giovani a far risentire a Roma quel “chiasso” che non sarà mai dimenticato. Quel “chiasso” si è manifestato ancor prima che il Papa salisse sul palco, con un pomeriggio ricco di musica e arte. Tra le esibizioni, si è distinta quella de Il Volo. Su quel prato, tamburi e chitarre hanno creato concerti improvvisati, culminando con l’arrivo del Pontefice in Papamobile, accompagnato da duecento ragazzi, tra cui alcuni rifugiati dal Sudan e Sud Sudan. Padre Antoine Alan, che ha guidato questi giovani a Roma, ha sottolineato l’importanza della pace in questi giorni, includendo i conflitti che affliggono regioni come Gaza, Libia e la Terra Santa.
Il Papa ha esortato i presenti a “cercare la giustizia”, chiedendo di rinnovare il proprio modo di vivere per costruire un mondo più umano. “Il futuro ha bisogno di uomini e donne che siano testimoni di speranza”, ha affermato, utilizzando parole come giustizia, coraggio e verità per rispondere alle ansie dei giovani. Ha sottolineato l’importanza dell’amicizia come “strada per la pace”. Tuttavia, la giornata di celebrazione ha preso una piega triste con la notizia della morte di una giovane egiziana, Pascale Rafic, presente in Italia per il Giubileo. La ragazza, affetta da cardiopatia, ha lamentato un malore senza particolari criticità. Purtroppo, è deceduta in ospedale, scatenando un profondo dolore e una “spirituale vicinanza ai suoi familiari e alla comunità” da parte del Pontefice.