UNICEF: i livelli di violenza e privazione per i bambini nel mondo raggiungono un record storico

23.04.2026 20:15
UNICEF: i livelli di violenza e privazione per i bambini nel mondo raggiungono un record storico

Record di violenze sui bambini in tutto il mondo, secondo UNICEF

GINEVRA – Il 2024 ha registrato oltre 41.000 gravi violazioni ai danni dei bambini, il numero più alto mai registrato, con previsioni simili per il 2025. Questo allarmante dato è stato evidenziato da Catherine Russell, Direttrice Generale dell’UNICEF, durante l’incontro “Dialogo umanitario – Priorità umanitarie per i bambini nel 2026”, riporta Attuale.

Le situazioni più drammatiche si registrano in Gaza, Sudan e Repubblica Democratica del Congo, dove i bambini continuano a subire le conseguenze di conflitti inarrestabili. Russell ha sottolineato che le norme internazionali e le regole di guerra sono sempre più frequentemente ignorate dalle parti in conflitto. “Le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui si combattono le guerre, rendendo gli attacchi più rapidi e letali, specialmente in aree densamente popolate”, ha dichiarato.

Le armi esplosive sono responsabili di quasi il 70% delle uccisioni in queste zone. In Sudan, dall’inizio dell’anno, i droni armati hanno causato quasi l’80% delle vittime tra i bambini. Inoltre, i servizi essenziali come scuole, ospedali e infrastrutture vitali sono direttamente sotto attacco, non considerati più danni collaterali ma obiettivi strategici degli eserciti in conflitto. “I bambini sono particolarmente vulnerabili all’interruzione dei servizi sanitari e alimentari”, ha aggiunto Russell.

Attualmente, circa 38 milioni di bambini in 26 paesi necessitano di sostegno nutrizionale urgente, con quasi 10 milioni che soffrono di malnutrizione grave, a rischio di morte. In Medio Oriente, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e del carburante ha ulteriormente aggravato la situazione. “I bambini non soffrono solo la fame; sono privi dei sistemi necessari per proteggerli dai pericoli, inclusa la violenza sessuale”, ha continuato Russell, citando in particolare i casi in Repubblica Democratica del Congo, dove ogni 30 minuti veniva segnalata una violenza su un bambino.

L’istruzione è un ulteriore aspetto critico, poiché i bambini perdono l’accesso non solo all’apprendimento ma anche alla sicurezza e a un senso di normalità. In Gaza, il 90% delle scuole è stato danneggiato o distrutto, lasciando più di 650.000 bambini senza accesso all’istruzione da oltre due anni e mezzo.

Il sistema umanitario, che dovrebbe proteggere i bambini, sta affrontando crescenti pressioni. “I finanziamenti si stanno riducendo e l’accesso alle aree colpite è sempre più limitato”, ha precisato Russell, richiamando l’attenzione sull’UNICEF che ha lanciato un appello per il 2026, chiedendo 7,7 miliardi di dollari per aiutare 73 milioni di bambini. La strategia umanitaria dell’UNICEF per i bambini è stata ridotta del 25% rispetto all’anno precedente, non per una diminuzione dei bisogni, ma per la mancanza di risorse.

Russell ha formulato tre richieste principali: ripristinare il rispetto del diritto internazionale; ottenere finanziamenti flessibili e tempestivi per raggiungere i bambini ovunque; e non abbandonare i bambini che attualmente non ricevono aiuto umanitario. Ha concluso sottolineando che “si tratta di una scelta: accettare un mondo in cui i bambini sono sistematicamente attaccati e lasciati affamati, oppure agire insieme per proteggerli. La vera misura della nostra risposta è se noi diamo ai bambini la possibilità di vivere, imparare e sperare in un futuro migliore”.

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